Signor Presidente,
gli ultimi sviluppi della inchiesta sulle tangenti a Milano e il recente massacro a Palermo del giudice Giovanni Falcone, di sua moglie e della scorta denunciano il grave malessere della nostra democrazia. In un contesto così drammatico, che evidenzia la mancanza di sovranità dello Stato in parte non marginale del territorio e un sistema di corruzione e di illiceità che colpisce una città di frontiera con l'Europa come Milano, spetta a Lei compiere scelte decisive per il futuro del nostro paese. La sua integrità morale, la fiducia incondizionata che il paese ha per Lei sono garanzie assolute per la nascita del nuovo governo.
A Lei spetterà il compito di indicare il nuovo Presidente del Consiglio onorando quell'articolo 92 della Carta Fondamentale tante volte disatteso. Al nuovo capo dell'Esecutivo spetteranno responsabilità grandi. Per questo egli dovrà essere, non meno che i suoi ministri, persona specchiata ed autorevole. Il lavoro tenace, rischioso, Onorevole Presidente, di molti magistrati - come i dottori Casson, Di Pietro, Colombo, Borsellino, Ayala e Palermo - hanno permesso, a volte, di individuare contiguità tra la politica ed il malaffare. I nomi di politici, anche illustri, hanno fatto la loro comparsa in inchieste di rilievo. Non si può, oggi, dare a costoro responsabilità di governo. Sono certo che Lei, primo magistrato d'Italia, anche acquisendo direttamente informazioni, non lo permetterà.
Un deferente saluto
On. Pio Rapagnà