Bjelovar 13.6.92 - L' incontro si è svolto nella sala comunale dei dibattiti, in una cittadina croata, che porta ancora vistosi segni della guerra, con la chiesa e case distrutte o mitragliate.
Una trentina di persone, in maggioranza giovani, hanno seguito gli interventi di Fulvio Rogantin, consigliere generale del Cora, San-dro Ottoni, consigliere federale PR, Marjana Stefanic, radicale di Zagabria e Drazen Buhin, iscritto radicale di Bjelovar e organiz-zatore della riunione.
Erano presenti inoltre i genitori e la compagna di "Momo" Vukasinovic, giovane radicale, serbo di origine e ucciso sul fronte croato da terroristi serbi, lo scorso dicembre. L'assemblea ha voluto ricordarlo con un minuto di silenzio, in memoria, anche, di un radicale che molto si era adoperato per le idee e per la crescita del partito in cui credeva.
Rogantin ha illustrato in generale la situazione del proibizionismo in Italia e nel mondo, ricordando l' azione referendaria del Cora e le iniziative a carattere locale per contrastare gli effetti perniciosi della attuale legge italiana.
Confontando la legge italiana sulle droghe con quella, ex-jugoslava, ancora in vigore in Croazia, illustrata da vari interventi degli astanti, le ha trovate sostanzialmente simili.
E' stata però rilevata la necessità di una documentazione più approfodita dell' intero fenomeno in questo paese. Secondo dati di provenienza ospedaliera vi sarebbero qui 100.000 consumatori di droghe leggere e 10.000 tossicodipendenti, rispetto ad una popolazione residente di 4.500.000 .
Anche in seguito a vari interventi si è discusso delle possibilità organizzative per un'associazione radicale analoga al Cora in Croazia. Rimandando il tema ad un prossimo appuntamento, si è comuque costituito un gruppo di lavoro con il compito di raccogliere documentazione anche in vista della nuova legge sulle droghe, attualmente in progetto.
Al termine dell' assemblea sono state raccolte due nuove iscrizio-ni al Partito radicale e all' Areda, portando così a 20 il numero dei radicali di Bjelovar.