"Se il "nuovo" Governo non deve e non può essere vecchio, e inaffidabile, non potrà far proprio il logoro antimafismo, distruttore di certezza del diritto, delle prime, rare conquiste che su questo piano si sono realizzate negli scorsi anni. Ieri il terrorismo (che, sempre più, appare come emanazione del regime partitocratico, al pari del sistema delle tangenti e dintorni), oggi la mafia sembrano tornare a servire disegni e sottoculture efficientiste, illusorie e prive del senso dello Stato. Non è con retate alla Tortora, con ferite mortali all'economia processuale, ai danni dei diritti-doveri della difesa, con proclamazione di "guerra" che promuove la mafia a dignità combattente, che si avrà uno Stato di diritto forte e capace di sgominare la criminalità ed affermare la sovranità della legge e democratica."