Lettera-appello del Partito Radicale ai Paesi membri della Conferenza per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa riuniti ad Helsinki, da marzo a luglio del 1992, nel quadro dei Seguiti della CSCE.
Riteniamo che il diritto di ogni essere umano a non essere ucciso a seguito di una sentenza o misura giudiziaria, anche se emessa nel rispetto della legge, vada affermato come nuovo diritto della persona, e venga sancito nelle Carte fondamentali della comunità mondiale e degli stati.
E' l'obiettivo che ci siamo posti con quella che abbiamo denominato "Campagna parlamentare mondiale per l'abolizione della pena di morte entro il Duemila", campagna promossa un anno fa e alla quale hanno aderito oltre mille parlamentari e uomini di governo, personalità della cultura, della scienza, dell'arte di tutto il mondo.
Siamo la sola organizzazione, articolata sul piano transnazionale e transpartitico, costituita di eletti ai Parlamenti di trenta Paesi e di cittadini residenti in circa cinquanta Paesi, che per conseguire questo obiettivo ha scelto una strategia che è di azione istituzionale, parlamentare e legislativa e di lotta civile, nonviolenta.
Chiediamo, innanzitutto, che ai paesi membri della CSCE che eseguono condanne a morte nei confronti di minorenni, donne incinte, minorati mentali, anziani venga sollecitato l'impegno ad accettare le esclusioni previste in questi casi dalle convenzioni internazionali e su cui si può dire esista ormai una consuetudine internazionale.
Chiediamo che agli stati membri della CSCE che mantengono la pena di morte venga proposta una moratoria di tre anni delle esecuzioni, per consentire il tempo politico necessario alla statuizione del nuovo diritto individuale e alla ratifica dei protocolli internazionali abolizionisti.
Su questo, consideriamo, in particolare, il caso delle repubbliche della ex Unione Sovietica, come Russia e Ucraina, che stanno elaborando i nuovi codici penali e degli stati, come la Bulgaria, che stanno approntando gli strumenti di ratifica delle Convenzioni europee.
L'abolizione della pena capitale dagli ordinamenti degli stati membri della CSCE segnerebbe un loro progresso nel senso del rispetto dei diritti umani, porrebbe un'ulteriore distinzione nei confronti dei regimi totalitari e integralisti, consoliderebbe il sistema di sicurezza e cooperazione in Europa, accrescerebbe il potere negoziale della Conferenza.
Rivolgiamo alle delegazioni dei Paesi riunite ad Helsinki, da marzo a luglio 1992, nel quadro dei Seguiti della CSCE, l'appello ad operare subito, attraverso anche il Documento Conclusivo della riunione, affinchè - con l'abolizione della pena di morte - una nuova conquista nel campo del Diritto e delle leggi si realizzi, all'alba del nuovo millennio, in Europa e nel mondo.
Sergio Stanzani, Primo Segretario del Partito Radicale
Emma Bonino, Presidente del Partito Radicale
Paolo Vigevano, Tesoriere del Partito Radicale
Marco Pannella, Membro del Parlamento Europeo, Presidente del Consiglio Federale del Partito radicale
Sergio D'Elia, Consigliere Federale del Partito Radicale
Basile Guissou, Consigliere Federale del Partito Radicale
Tomaso Staiti di Cuddia, Consigliere Federale del Partito Radicale