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Agora' Agora - 16 giugno 1992
ZAGABRIA: SINTESI SULLA SITUAZIONE IN BOSNIA-HERZEGOVINA SECONDO I MAS-MEDIA CROATI. IL NUOVO CONFINE IN ISTRIA.

ZG 16-06-92.

L'alleanza croato-musulmana.

- In una conferenza stampa il presidente Izetbegovich, in polemica con Butros Ghali, (che ha sostenuto la tesi di una pari responsabilità croato-serba nello scatenamento del conflitto in Bosnia), ha dichiarato che le forze croate locali sono regolarmente inserite nell' esercito bosniaco e che non vanno attribuite responsabilità per il conflitto alla parte croata.

In questi giorni si sente spesso telefonicamente con Tudjman.

La più stretta alleanza tra croati e musulmani risulta anche dalla nomina di Jure Pelivan (croato) alla presidenza del Governo.

In merito alla partecipazione croata alla guerra bosniaca, Mario Nobilo, consigliere di Tudjman, ha ammesso che formazioni dotate di armi croate sarebbero operative: si tratterebbe però di combattenti prima giunti dall' Herzegovina per contrastare l'attacco serbo in Croazia e successivamente, con le armi di cui erano stati dotati, ritornati in Bosnia a difendere le loro terre.

- L'esercito bosniaco, riporta vari successi: a Mostar (la capitale dell' Herzegovina) sarebbero stati riconquistati i centri principali, mentre, per quanto riguarda l'areoporto di Sarjevo, se falliranno le forze ONU, lo stesso esercito è pronto per conquistarlo.

- Un piano ONU per aiuti umanitari sarà realizzato attraverso la Croazia, per Spalato e Zagabria e attraverso Belgrado.

- Nonostante un'annunciata tregua unilaterale di parte serba, probabilmente utile a riorganizzarsi, come è già accaduto, sono stati segnalati alcuni attacchi in varie località. Solo sparatorie a Sarajevo.

CROAZIA: Stime ufficiali del governo, a partire dai primi moti serbi del '90, contano 3458 morti di cui 300 negli ultimi due mesi e mezzo, e oltre 20.000 feriti in Croazia.

ISTRIA: L'irrigidimento del confine sloveno-croato in Istria provoca vari e gravi problemi alla popolazione locale, con crescita dei sentimenti e della politica autonomista. Secondo il trattato di Osimo: "Nessun mutamento dovrebbe essere apportato alle circoscrizioni delle unità amministrative fondamentali, nelle zone che vengono rispettivamente poste sotto l'amministrazione civile dell'Italia e della Jugoslavia, con l'intento di arrecare pregiudizio alla composizione etnica delle unità stesse".

La fine della Jugoslavia, la comparsa di due nuovi Stati e di un confine rigido, possono far pensare ad una revisione del trattato di Osimo?

 
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