"La formazione di un Governo che non determini il definitivo superamento della "questione comunista" in Italia, per assicurare come forza e responsabilità di Governo il PDS (gli si lasci invece degli alibi e le sue non-scelte), è un atto di irresponsabilità politica e di inadeguata preparazione politica alle scadenze comunque drammatiche che incombono.
L'incarico a Giuliano Amato non deve e non può consentire di secondare la "maturazione" - in realtà la putrefazione - di questa situazione politica, e del suo aspetto centrale, anzichè affrontare e risolvere il problema.
La DC ha detto, o mormorato (ma ufficialmente), che la rinuncia a sue candidature o a quella stessa di Craxi fosse un omaggio alla necessità che il Governo non esprimesse una realtà quadripartitica. Nè si può pensare che basti, a questo fine, l'eventuale ordine di rientro nella maggioranza emessa da potentati economici nei confronti di qualcuno che ne è uscito da poco.
Comprendo che, per il PDS, la foglia di fico dell'incarico a Amato, anzichè a Martelli, possa, illusoriamente, far comodo. Ma tali illusioni è bene non consentirle.
Con il mio Gruppo, di sei eletti, io posso benissimo riservarmi fino alla fine la mia scelta definitiva. E lo faccio. Ma non il PDS; non la DC, non lo stesso Presidente incaricato."