COMUNICATO DEL CORA
Roma, 25 giugno - Il Governo ha presentato oggi i suoi dati sull'applicazione della legge sulla droga. I suoi dati, appunto. Quelli con i quali è ormai abituato a giocare per dimostrare l'indimostrabile: che la legge funziona, che i servizi funzionano, che la prevenzione va a gonfie vele, che i morti diminuiscono...
Non disponendo per ora di un'attenta analisi dei dati forniti dal ministro per gli Affari sociali, che ci riserviamo comunque di condurre nei prossimi giorni, ci limitiamo a constatare la realtà che ci circonda e che viviamo ogni giorno tutti, cittadini consumatori di sostanze illecite e no.
E la realtà è fatta di carceri che scoppiano e che si riempiono di tossicodipendenti (sono 1/3 dei detenuti, il 70% è sieropositivo), tribunali intasati da procedimenti per violazione della legge sulla droga (a Roma il 50% dei processi in un giorno qualsiasi), servizi pubblici inefficienti e spesso chiusi, medici arrestati con l'accusa di spaccio di droga per avere prescritto a pazienti tossicodipendenti farmaci sostitutivi non ammessi dal decreto De Lorenzo, dilagare dell'Aids e della microcriminalità, polizia e Carabinieri costretti a sprecare tempo, soldi ed energie inseguendo piccoli spacciatori e semplici consumatori (magari di spinelli).
Tutto questo e altro ancora, mentre la grande criminalità organizzata si arricchisce inverosimilmente con il narcotraffico e, pressoché indisturbata, inquina economia, politica, vita sociale: 50 mila miliardi il fatturato della droga soltanto in Italia, 400 mila nel mondo; 11 governi controllati direttamente; società finanziarie, imprese industriali e commerciali; organi di informazione; partiti politici. Non lo diciamo noi, lo dicono i servizi segreti, lo dice l'ONU.
Grandi città europee, la metà del Parlamento europeo, organizzazioni non governative, economisti, medici, magistrati, poliziotti, l'opinione pubblica (quando viene correttamente informata) chiedono che si cambi strada prima che sia troppo tardi.