COMUNICATO STAMPA.
Roma, 2 luglio 1992. Paolo Pietrosanti, Consigliere federale del Partito radicale, ha oggi dichiarato:
»La bozza del nuovo Catechismo universale della Chiesa cattolica sembra non escluda sempre e comunque la legittimità della pena di morte.
Il comandamento del Non Uccidere viene quindi considerato flessibile. Mi chiedo se parimenti flessibile possa essere considerato il comandamento di Non Rubare, e di questi tempi sarebbe cosa per certuni massimamente provvidenziale: dopo l'apertura delle porte del carcere, potrebbero almeno non essere chiuse per sempre quelle del Paradiso (purché abbiano rubato per il partito, s'intende, e non per farsi la villa al mare).
E' soltanto la parola "bozza" che ci lascia qualche speranza. Speriamo che, nel suo trasformarsi in Catechismo definitivo, ciò che ispira il sempre più costante intervento del Pontefice in favore di condannati a morte prevalga su ciò che ha ispirato la legittimazione della sanzione capitale.
Giovanni Paolo II è infatti sempre più attivo nel sollecitare interventi di clemenza in favore di condannati a morte (almeno dal caso di Paula Cooper ad oggi), in ciò sostenuto dalla gran parte dei vescovi e dei preti (anche se non dal Cardinale di New York O'Connors, il quale da anni anticipa la "bozza" di cui ci occupiamo e dimentica di risiedere in uno stato il cui Governatore è Mario Cuomo).
C'è un motivo in più per intensificare il lavoro per la costituzione della Lega per l'abolizione della pena di morte entro il 2000, su cui il Partito radicale è impegnato in tutto il mondo, insieme a centinaia e centinaia di parlamentari, così come insieme a Capi di Stato e di Governo.
E accanto al Papa, come speriamo.