Al Presidente del Consiglio - Al Ministro di Grazia e Giustizia - al Ministro degli Esteri
Per sapere - premesso che:
- William Barr, Ministro della Giustizia USA, ha dichiarato, dinanzi ad un consesso di avvocati nell'università dell'Arkansas, la sua posizione sul possibile trasferimento di Silvia Baraldini in Italia: "Sta a Marianna e ci rimarrà";
- il signor Gerard Shur, direttore associato per la sezione degli Affari penali del Dipartimento di Giustizia USA, si è incontrato il 9 giugno u.s. con il reverendo S. Michael Yasutake (Presidente del "Prisoners of Conscience project") e con Padre Roberto Morales della chiesa episcopale che gli hanno consegnato, in questa occasione, le decine di migliaia di firme raccolte negli USA a favore del trasferimento in Italia di Silvia Baraldini;
- durante tale incontro il signor Shur non solo ha dichiarato che il Governo italiano non ha ancora reiterato a quello degli Stati Uniti la domanda di trasferimento della Baraldini ma ha anche avanzato dei dubbi sul desiderio della stessa di trasferirsi in Italia attribuendole inoltre la possibile responsabilità dell'assassinio di un agente di polizia a Nyack (New York), reato questo che non è mai stato contestato alla nostra connazionale;
- infine durante l'incontro, il signor Shur, ha anticipato la sua volontà di dare parere negativo sull'opportunità di concedere, in base alla convenzione di Strasburgo, il trasferimento della Baraldini in Italia e che avrebbe preso questa decisione, di sua competenza, entro il prossimo mese di agosto;
- il nostro Ministro di Grazia e Giustizia, Claudio Martelli, dichiarò alla stampa che, durante il suo incontro, nel febbraio di questo anno, con il Ministro alla Giustizia americano, William P. Barr, aveva discusso del caso della Baraldini e che aveva fornito le più ampie assicurazioni sulla rigorosità con la quale sarebbe stata applicata la legge italiana per quanto riguarda l'effettiva detenzione dei condannati;
- queste assicurazioni erano state fornite per controbattere alle accuse, più volte formulate dalla amministrazione per la giustizia americana, sulla presunta inaffidabilità del nostro sistema giudiziario e carcerario;
1. Se corrisponde al vero che il Governo italiano non avrebbe reiterato la richiesta di trasferimento della Baraldini e come si concilierebbe questo con le dichiarazioni ultime del Ministro di Grazia e Giustizia e le altre fatte in passato sia dal Presidente del Consiglio che dal Ministro degli Affari Esteri sull'interessamento del nostro Governo per arrivare ad una rapida soluzione di questa triste vicenda.
2. Se non ritengono che le dichiarazioni del Ministro William Barr e del signor Shur, che ha dimostrato per di più di essere volutamente male informato sull'intera vicenda, siano un allarmante segnale negativo sul persistere di una volontà persecutoria dell'amministrazione della giustizia americana nei confronti della nostra connazionale Silvia Baraldini.
3. Quali siano gli intendimenti reali del Governo per risolvere il caso Baraldini (sulla cui vicenda umana vi è stata un'ampia mobilitazione, in questi ultimi due anni, sia nel nostro paese che negli Stati Uniti) al massimo livello delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, visto oltretutto l'imminenza di una decisione al riguardo da parte del Dipartimento per la Giustizia americano.
Emma BONINO
Nadia MASINI (PDS)
Lucia FRONZA CREPAZ (DC)
Giuliano CELLINI (PSI)
Alfonso MARTUCCI (PLI)
Luciana SBARBATI CARLETTI (PRI)