MANIFESTAZIONE DEL CONSIGLIO GENERALE DEL COORDINAMENTO RADICALE ANTIPROIBIZIONISTARoma, 11 luglio - Si è svolta questa mattina, alle 11.30, a Roma, davanti a Palazzo Chigi, durante la riunione del Consiglio dei ministri, la manifestazione del Consiglio generale del CORA in occasione del secondo anniversario dell'entrata in vigore della legge Jervolino-Vassalli sulla droga.
Ricordiamo che il Consiglio generale del CORA proseguirà i suoi lavori fino a domani, 12 luglio, presso la sede del Partito Radicale in via di Torre Argentina 76 a Roma.
Qui di seguito il testo del volantino che è stato distribuito ai cittadini.
"Ricorre oggi il secondo anniversario dell'entrata in vigore della legge Jervolino-Vassalli. Tutte le nostre peggiori previsioni si sono avverate. Il potere della mafia della droga è ancora cresciuto. L'eroina continua a scorrere a fiumi in ogni città e borgo del paese. La microcriminalità colpisce la gente. Aids e overdose continuano a mietere vittime, senza nessuna inversione di tendenza. Le carceri scoppiano. La legge Jervolino-Vassalli è - due anni di sperimentazione lo hanno rivelato - una legge violenta, disumana, causa unica del crimine e del disordine che proclama di combattere.
Da quando è entrata in vigore la legge Jervolino-Vassalli il numero dei detenuti è raddoppiato. Soltanto nell'ultimo anno sono passati da 25 mila a 45 mila. Il ritmo di aumento mensile è di 1500 unità. Le carceri, che hanno una capienza massima di 23 mila persone sono diventate un lebbrosario di sieropositivi e malati di AIDS. I tribunali penali sono paralizzati dalle decine di migliaia di processi per droga. Il 75% dei nuovi arresti è legato alla legge Jervolino-Vassalli: non sono i criminali che riempiono le carceri, ma i tossicodipendenti o i consumatori di droghe illegali.
Il governo Andreotti è stato costretto a varare - in nome dell'emergenza antimafia, che è in realtà emergenza narcomafia - un decreto legge che stravolge il nuovo codice di procedura penale. Il governo Amato è stato ieri costretto a varare un altro decreto per fronteggiare - quanto meno - l'emergenza carceri. Si tratta, in realtà, dell'emergenza tossicodipendenti, sieropositivi, malati di AIDS. Il governo ha anche annunciato l'intenzione di trasformare le comunità terapeutiche in luoghi di espiazione, alternativi alla detenzione. Sono provvedimenti ridicolmente penosi perché inutili. La "mina carcere" è tutt'altro che disinnescata.
Noi ripetiamo: i malati di Aids vanno immediatamente scarcerati, per ragioni di diritto e di umanità. Non i tribunali ma i centri sanitari e sociali devono occuparsi dei tossicodipendenti. Chi fa uso personale di sostanze stupefacenti non deve essere perseguito. Ma - soprattutto - va abolito il sistema proibizionista, causa unica della mafia come oggi la conosciamo, della violenza ai livelli che oggi conosciamo, della riduzione delle garanzie e delle libertà individuali".