La Camera,
premesso che:
- il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione (930/92) in merito ai risultati della Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo (UNCED) di Rio de Janeiro nella quale fra l'altro si afferma:
»considerando che esiste un nesso chiaro e inequivocabile tra povertà, malattia, crescita demografica, degrado ambientale e sviluppo inadeguato e insostenibile [...]
»considerando che si era affermato che l'UNCED avrebbe avuto sucesso solamente se da essa fossero scaturiti impegni giuridicamente vincolanti in termini di trasferimenti di risorse e di tecnologie sicure sotto il profilo ecologico [...]
»deplora che la Comunità e l'UNCED non abbiano contratto impegni giuridicamente vincolanti sotto forma di obiettivi specifici e trasferimenti di risorse, in particolare quello da parte dei paesi sviluppati di dedicare lo 0,7% del loro P.I.L. all'aiuto ai paesi in via di sviluppo sin dal 2000; si rallegra però della decisione unilaterale presa in tal senso da taluni Stati membri; chiede agli altri Stati membri di adottare la stessa decisione; chiede alla Commissione, al Consiglio e agli Stati membri di esercitare pressioni sull'insieme dei paesi ricchi, affinchè si assumano lo stesso impegno;
chiede ai governi degli Stati membri di impegnarsi fermamente a rispettare l'obiettivo di portare allo 0,7% del loro PIL l'aiuto allo sviluppo [...]
»chiede agli Stati membri di ridurre le lor spese militari onde utilizzare le risorse umane e materiali così svincolate per promuovere lo sviluppo e la protezione dell'ambiente;
dichiara di appoggiare l'azione avviata dal PSNU il 23 aprile 1992 per la riduzione delle spese militari e l'impiego dei fondi così svincolati per aiutare i paesi in via di sviluppo a proteggere l'ambiente; [...]
»chiede alla Commissione, al Consiglio e agli Stati membri di attivarsi quindi prioritariamente nei negoziati internazionali a favore dei seguenti obiettivi:
a) riduzione dell'onere del debito sui paesi in via di sviluppo, passando per la cancellazione totale del debito dei paesi più poveri
b) riconversione dei bilanci militari verso il finanziamento di uno sviluppo ecologicamente sostenibile
c) introduzione di politiche demografiche efficaci, rispettose dei diritti e delle scelte individuali, comportanti un rafforzamento dei diritti delle donne e programmi prioritari a favore del diritto delle donne all'istruzione
d) introduzione di politiche in materia idrica basate sui concetti di qualità e di disponibilità per tutti
e) sostegno al processo di democratizzazione;
- la conferenza dell'UNCED ha affermato inconfutabilmente sia la necessità che i paesi industrializzati compiano il massimo sforzo per modificare i loro modelli di vita e di consumi tenendo conto della salvaguardia dell'ambiente e della giustizia sociale a livello globale sia il legame indissolubile, per quanto riguarda i paesi più poveri, tra difesa dell'ambiente, crescita demografica, sviluppo economico, sviluppo democratico e difesa dei diritti umani, così come dimostrato dal "Rapporto sullo sviluppo umano 1992" del Programma delle Nazioni unite per lo sviluppo (UNDP);
- l'aiuto allo sviluppo dei paesi industrializzati non ha mai raggiunto la quota dello 0,7 del PIL così come stabilito dalla risoluzione 2626/1970 delle Nazioni Unite;
- il nostro paese ha solo negli ultimi anni raggiunto la quota dello 0,34 del PIL disattendendo impegni solennemente presi da vari governi;
- la Camera ha approvato il 14 maggio 1991 una risoluzione (6-00169) sul controllo del commercio delle armi nella quale s'impegna il Governo a offrire »incentivi e garanzie di trasferimenti di tecnologia civile (contestualmente alla creazione di salvaguardie per impedire la diversione a fini militari della tecnologia civile) e aiuti economici a quei paesi che rinuncino a dotarsi di armamenti convenzionali sofisticati e alla relativa tecnologia, riducendo le proprie spese militari e conformino la propria politica interna ai principi della democrazia e del rispetto rigoroso dei diritti umani ;
- l'art. 3 della legge 30 dicembre 1991, n.412 contenente disposizioni in materia di finanza pubblica approvato il 3 dicembre 1991 prevede, per quanto riguarda i fondi per la cooperazione allo sviluppo, che:
»1. Gli stanziamenti iscritti al capitolo 4620 dello stato di previsione dei Ministero degli Affari esteri per il 1992 (fondo speciale per la cooperazione allo sviluppo), nonchè ai capitoli 4532 per la parte relativa alla cooperazione allo sviluppo, 8173 e 9005 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per il medesimo anno sono immediatamente utilizzabili al limite del 50% degli stanziamenti
2) Il restante 50% degli stanziamenti di cui al comma 1 sarà utilizzato dopo l'approvazione da parte del Comitato interministeriale per la cooperazione allo sviluppo (CICS) degli indirizzi programmatici della cooperazione allo sviluppo di cui all'art. 3 comma 6 lettera a) della legge 26 febbraio 1987, n. 49, previo parere su tali indirizzi programmatici delle competenti commissioni parlamentari, che dovranno esprimersi entro 60 giorni.
Il parere di cui al presente comma è espresso anche sulla lista dei programmi paese e sulle priorità relative ai singoli paesi. I progetti di tipo infrastrutturale finanziati dal CICS dovranno essere sottoposti a valutazione di impatto ambientale, secondo quanto stabilito dal decreto del presidente del Consiglio dei Ministri 10 agosto 1988 n. 377 e successive integrazioni
Ma non risulta che sia stata data attuazione a quanto previsto dal secondo capoverso della citata legge, rimanendo quindi inutilizzati consistenti stanziamenti per la cooperazione allo sviluppo;
impegna il Governo
- a dare attuazione, per quanto di sua competenza, agli impegni previsti dalla risoluzione 930/92 del Parlamento europeo;
- ad adeguare l'impegno finanziario per la cooperazione allo sviluppo agli impegni assunti in Parlamento e in conformità alla risoluzione 2626/1970 delle Nazioni Unite;
- ad attuare l'art. 3 della legge finanziaria - comunicando l'entità degli stanziamenti non ancora utilizzati - destinando eventualmente le somme previste dall'art. 3 all'aiuto multilaterale qualora non fosse possibile definire gli indirizzi programmatici, respingendo l'ignobile tentazione di far pagare ai paesi del sud del mondo il deficit della finanza pubblica italiana;
- a condizionare gli aiuti allo sviluppo a quando indicato dalla risoluzione n. 6-00169 del 1991.
Emma Bonino
Marco Pannella
Roberto Cicciomessere
Elio Vito
Marco Taradash
Pio Rapagnà