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Agora' Agora - 20 luglio 1992
DICHIARAZIONE DI MARCO TARADASH

STRAGE DI PALERMO. CONTRO LA MAFIA, A ROMA COME A BOGOTA', SERVE UNA LEGGE SPECIALE: L'ABOLIZIONE DEL PROIBIZIONISMO SULLA DROGA. TUTTO IL RESTO E' AGITAZIONE O PEGGIO DEMAGOGIA. LO PSEUDO DECRETO ANTIMAFIA DEVE ESSERE RESPINTO.

L'antiproibizionista Marco Taradash, deputato federalista europeo, membro della commissione giustizia, ha dichiarato, in merito alla strage di Palermo:

"L'Italia sta pagando, prima nazione in Europa, prezzi Latino-Americani, in termini di stragi di vite umane, di legalità, di diritto, di democrazia. In Italia, come in Colombia, la differenza la fa il controllo mafioso del traffico di droga. Il traffico di droga, prodotto del regime proibizionista, crea flussi di denaro dell'ordine delle decine di migliaia di miliardi, e di conseguenza una costante crescita del potere economico, politico e militare della mafia. E' ora di riconoscere certe verità: non esiste Stato al mondo, il più efficiente, il più ordinato, il più incorruttibile, che possa contrastare il narcotraffico con strumenti democratici, quando questo è insediato sul territorio: vale a dire anche nelle banche, nelle aziende, nelle casse dello Stato. Purtroppo in tal caso non servono neppure le misure autoritarie, come dimostra la storia e la cronaca del proibizionismo. Il Governo Amato non può eludere questa realtà.

Gli Stati più efficienti riescono a bloccare al massimo il 10% della droga in circolazione, e il 10% del denaro sporco: è una tassa irrisoria sui profitti della droga. Leggi più ferree in materia di lotta alla droga o al riciclaggio non servono a nulla. Gli pseudo decreti antimafia feriscono gravemente il diritto ma non scalfiscono il potere mafioso. Questa strada non porta da nessuna parte ed è semplicemente suicida per l'Italia e le istituzioni democratiche. Per questo il gruppo federalista europeo conferma la sua decisa opposizione al decreto.

La lotta alla Narcomafia non ammette vie secondarie e tortuose: occorre bloccare il flusso della droga, cacciare i boss da questo mercato, e avviare una seria politica di legalizzazione a livello nazionale e internazionale. La posta in gioco è la democrazia".

 
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