Il neo presidente della commissione giustizia della Camera, il democristiano Enzo Nicotra, è orientato favorevolmente circa la liberalizzazione delle droghe leggere anche come mezzo per combattere la criminalità comune e mafiosa. Quella di Nicotra è una posizione "rivoluzionaria" in quanto a sostenere il principio della liberalizzazione sono state finora soltanto alcune forze politiche dell'area libertaria e radicale. Nicotra spiega all'Agenzia Italia che questa sua posizione non indulge certo al lassismo. Anzi sottende il rispetto di principi connessi alla cultura del rispetto della vita umana.
"Sulla realizzazione del consumo delle droghe leggere per uso personale - ha spiegato il presidente della commissione giustizia - ritengo che debba aprirsi una riflessione senza prevenzioni nè pregiudiziali, a livello culturale e politico perchè il traffico illegale di droga ha portato finora all'incentivazione della criminalità che vive sul narcotraffico. Eliminando il proibizionismo si contribuisce certamente a ridurre e a controllare meglio il narcotraffico.
Inoltre una politica di legalizzazione del consumo delle droghe leggere potrebbe consentire un maggiore controllo del fenomeno delle tossicodipendenze "iniziali" attraverso le stesse farmacie. Ciò eviterebbe anche i tanti decessi di giovani addebitabili allo spaccio illegale di droghe tagliate spesso con prodotti impuri. Si ridurrebbe inoltre il sovraffollamento nelle carceri di tossicodipendenti "minimi" che costituiscono di per se stessi un veicoli di ulteriore diffusione del fenomeno".
Nicotra sottolinea infine che su questa impostazione stanno emergendo nuove sensibilità anche in altre forze politiche fino ad oggi contrarie all'ipotesi di liberalizzazione.
Un altro intervento indispensabile ad avviso di Nicotra per fronteggiare il dilagare della criminalità mafiosa e comune è quello dell'occupazione: "E' necessario promuovere un recupero sociale delle giovani generazioni offrendo possibilità di occupazione. Qualora venisse referenziata la legge sul mezzogiorno. Dovrebbero essere previsti spazi occupazionali soprattutto per i giovani delle cosiddette "aree criminali".