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Agora' Agora - 24 luglio 1992
TARADASH: SI FA MA NON SI DICE. IL DOCUMENTO VATICANO SULLE PERSONE OMOSESSUALI E' POLITICAMENTE GRAVE E GROTTESCO. LA CACCIA ALLE STREGHE NON SERVE NEPPURE COME MISURA ANTIMAFIA.

Sul documento della Congregazione per la dottrina della fede sulle persone omosessuali, Marco Taradash, deputato della Lista Pannella, ha dichiarato:

Il documento vaticano sulle persone omosessuali dice in sostanza che gli omosessuali non vanno discriminati in quanto tali, ma soltanto quando cercano di affermare il diritto di essere omosessuali. Vale a dire quando fanno sapere di esserlo. Infatti - spiega il documento - "Le persone omosessuali che dichiarano la loro omosessualità sono in genere quelle che ritengono il comportamento o lo stile di vita omosessuale essere indifferente o addirittura buono, e quindi degno di approvazione pubblica. E' all'interno di questo gruppo di persone che si possono trovare più facilmente coloro che cercano di manipolare la Chiesa".

Insomma, si fa ma non si dice, l'eterno motto dei farisei, forse necessario all'interno di una chiesa che obbliga i suoi membri, se non alla castità, al celibato. Fin qui siamo comunque negli "interna corporis" della Chiesa, e spetta agli addetti ai lavori entrare nel merito della questione ideologica. Questa diventa però politica quando la Chiesa pretende di radicare sui suoi valori morali anche il diritto pubblico. Il diritto, che nasce dall'intreccio di tante morali diverse, deve respingere con forza la richiesta vaticana di discriminazione legale per gli omosessuali. Che cade nel grottesco, quando passa agli esempi: si legittimano, nel documento vaticano, persino "le legittime (appunto) preoccupazioni dei proprietari di case nel selezionare potenziali affittuari" o il licenziamento di "insegnanti, allenatori di atletica, militari". Qui, nonostante tutti gli sforzi di salvare capra e cavoli, o di "navigare tra Scilla e Cariddi", come scrive elegantemente l'Avvenire alludendo alla difficile manovra fra ris

petto della persona e riduzione dei suoi diritti, c'è un rischio grave e concreto di riaprire una terribile caccia alle streghe.

Certo, la discriminazione edilizia potrebbe essere una buona misura di ordine pubblico se - ad esempio- l'omosessuale mafioso rischiasse di non trovare casa: ma purtroppo, ce lo hanno spiegato i pentiti della mafia, l'omosessualità è severamente bandita dal comportamento di quei galantuomini e mai scomunicati fedeli.

 
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