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Agora' Agora - 29 luglio 1992
Manifestazione davanti all'Ambasciata cubana - Bruxelles 29 luglio 1992

Martedì alle ore 11 una decina di militanti e iscritti radicali si sono radunati davanti all'Ambasciata di Cuba in Belgio presso la Comunità Europea, con cartelli per chiedere la scarcerazione di Luis Alberto Pita Santos e Daniel Azpillaga, nonché la libertà di espatrio per Mario Chanes. Il gruppo deteneva anche la petizione internazionale che è stata consegnata nelle mani di un funzionario dell'Ambasciata. Fino ad allora, non ci era giunta risposta alla nostra richiesta di incontro: durante la manifestazione invece, il primo segretario dell'Ambasciata si è dichiarato disposto a riceverci l'indomani 29 luglio alle 11. Siamo stati quindi, Lean Luc Robert ed io, ricevuti in Ambasciata e dopo aver esposto i motivi della nostra iniziativa, il primo segretario ci ha spiegato quale è la posizione delle autorità cubane sui tre casi in oggetto. Mario Chanes è oramai libero cittadino: se non riesce ad espatriare, ciò è probabilmente dovuto al fatto che ha chiesto un visto per gli USA. Con questo paese Cuba ha firmato

un accordo per un numero di ingressi annui di circa 2O.OOO cubani, e pare che invece le autorità consolari USA non rilascino più di 1OOO visti l'anno. Essendo libero da pochi mesi, Chanes è insomma in "lista d'attesa": nulla osta il suo espatrio da parte delle autorità cubane, secondo questa informazione. Per quanto riguarda Luis Alberto Pita Santos, è in stato di arresto perché accusato di aver voluto sopprimere dall'insegnamento universitario di cui è titolare il corso di storia... del marxismo-leninismo. E' detenuto senza processo poiché una successiva perizia psichiatrica lo ha dichiarato non perseguibile penalmente.(E' difficile allora capire perché è tuttora recluso in un penitenziario.) Infine, per quanto riguarda Daniel Azpillaga, è stato condannato non solo perché una manifestazione da lui organizzata ha dato luogo ad atti di violenza e quindi per "istigazione alla violenza volta a minacciare l'ordine pubblico", ma anche perché, apparentemente, accusato di truffa! Noi naturalmente abbiamo ribadito

le nostre ragioni, e su questo ulteriore scambio di idee si è concluso l'incontro con la promessa di tenerci informati sull'evolversi della situazione. Ieri abbiamo diffuso un comunicato nel quale veniva ripresa la lettera alle autorità cubane che vi alleghiamo. La rassegna stampa effettuata questa mattina non ci ha dato sinora riscontri.

E' tutto.

 
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