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Berliner Morgenpost - 2 luglio 1995
LA VISITA DI UNA GRANDE SIGNORA
Il Ministro degli Esteri italiano in visita alla "Berliner Morgenpost"

2 luglio 1995

BERLINER MORGENPOST

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SOMMARIO. Ricorda in tono scherzoso l'incontro tra Emma Bonino e il Ministro degli esteri italiano Susanna Agnelli, nel corso di un ricevimento alla Berliner Morgenpost. Le due donne sono divise da valutazioni diverse in fatto di politica estera, ma l'incontro è stato caloroso da ambe le parti. Si fa poi un ritratto dell'esperienza politica di Susanna Agnelli, fino alla recente assunzione del ministero Affari esteri. Segue una breve intervista e poi si dà conto della vigorosa attività della signora.

A tavola è stato da poco servito il primo piatto, quand'ecco appare Emma Bonino, che va verso S.E. Susanna Agnelli, Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Italiana e le getta le braccia al collo. Nel Club dei giornalisti della Springer-Haus, la ristretta cerchia di commensali assiste sorpresa al tentativo di riconciliazione della più giovane delle due donne che, fin da quand'era deputato radicale alla Camera, si era guadagnata, a causa del temperamento vivace e dell'impegno in difesa dei diritti umani, lo scherzoso soprannome di "Pasionaria".

Questa scena si è svolta durante il pranzo offerto venerdì sera dalla "Berliner Morgenpost" in onore del Ministro degli Affari Esteri italiano, Signora Susanna Agnelli, della Signora Bonino, dei suoi collaboratori e dell'Ambasciatore Vattani.

Dall'inizio dell'anno Membro della Commissione Europea per la politica dei consumatori, gli aiuti umanitari e la pesca, la Signora Bonino aveva lamentato in un'intervista lo scarso sostegno ricevuto nel corso della controversia con il Canada, suscitando perplessità da parte dell'On. Ministro. Ora sembra voler chiedere venia e la grande Signora della politica italiana non sa resistere a tanto trasporto.

Per qualche minuto c'è uno scambio di battute da un capo all'altro del tavolo ed Emma Bonino, scherzando, fa persino un cenno di dissenso al Ministro. Un gesto che il Ministro degli Esteri tedesco Kinkel, anch'egli noto per il suo carattere vivace, non può naturalmente permettersi, quando la collega italiana si rivolge benevolmente a lui con un "mio caro Klaus".

Susanna Agnelli è una donna che sa imporsi. "Non dimenticare che sei un'Agnelli" era il ritornello inculcatole fin da bambina da un'austera governante inglese. Dimenticanza improbabile, del resto, quando si è nipoti di Giovanni Agnelli, il fondatore della FIAT, e coproprietari della più grande azienda italiana. Ma la "dolce Suni", come la chiamavano in famiglia, non si è mai accontentata di essere solamente un rampollo della più potente famiglia della Penisola.

Sensibile fin da giovane ai problemi sociali, madre di sei figli, dieci anni dopo aver sciolto il sodalizio familiare con il Conte Umberto Rattazzi, Susanna Agnelli scende nell'arena politica. Diventa Consigliere municipale a Roma, poi Sindaco di Monte Argentario in Toscana, quindi Deputato alla Camera per il Partito Repubblicano: successivamente Senatore e al tempo stesso Membro del Parlamento Europeo. Infine, per cinque anni, riveste l'incarico di Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri.

Disgustata dagli scandali di "Tangentopoli", si ritira dalla vita politica per dedicarsi all'assistenza dei malati, dei senzatetto, dei minori che hanno subito maltrattamenti. Dopo la caduta del Governo Berlusconi viene chiamata a far parte, come Ministro degli Affari Esteri, del Governo di tecnici guidato da Lamberto Dini. Smentendo chi vede in questa compagine governativa soltanto un Gabinetto con un incarico a tempo determinato e sfidando il montante scetticismo verso la politica comunitaria, Susanna Agnelli si adopera con fermezza per riconquistare all'Italia il tradizionale ruolo di membro propulsivo della Comunità Europea in vista della Conferenza intergovernativa per la revisione del Trattato di Maastricht, che si terrà nel primo semestre del 1996, sotto Presidenza italiana.

Domanda: nonostante le turbolenze romane, è lecito sperare che una fervente europeista come Lei rimarrà alla guida della politica estera italiana anche per il periodo dello svolgimento della Conferenza? Il Ministro sorride: è una domanda alla quale è impossibile rispondere. Considerata la precaria situazione parlamentare, nessuno può dire quanto tempo rimarrà in carica il Governo Dini, anche se chiunque abbia un po' di buon senso sa bene che in questo momento in Italia non potrebbe esserci un Governo migliore.

Alla domanda sulle resistenze frapposte da alcuni Paesi dell'Unione Europea all'allargamento ad Est, il Ministro risponde ribadendo che nessuno degli Stati membri si oppone all'adesione dei Paesi dell'Europa centro-orientale. Certo, alcuni ritengono che l'allargamento ad Est (il Ministro Susanna Agnelli dice talvolta "Nord", ponendosi nell'ottica di Roma) dovrebbe essere bilanciato da un'apertura agli Stati del Mediterraneo.

Come dovrebbe essere organizzata nell'Unione la politica estera e di sicurezza comune e la collaborazione nel settori della Giustizia e degli Interni? Nell'aprile scorso la Signora Agnelli ha proposto una maggiore istituzionalizzazione dell'Unione mediante Segretariati Generali comuni e Segretari Generali eletti per un lungo periodo. Si sono già avute reazioni? Si ad esempio dalla Germania. "Abbiamo le stesse posizioni su molti punti". Per ulteriori verifiche il Ministro incontrerà presto in Italia il "caro Klaus".

Nonostante l'ora tarda, la Signora Agnelli sprizza energia da tutti i pori. Ha alle spalle un programma molto intenso: allo Schlob Bellevue ha avuto un colloquio di oltre un'ora sui temi europei con il Presidente Federale Roman Herzog. Quindi si è recata a Potsdam per una visita al Castello di Sanssouci. Ha incontrato Christo e Janne-Claude e fatto una capatina al Reichstag "impacchettato". Le farebbe piacere vederne l'effetto di notte, ma i suoi collaboratori fanno notare che si tratta di una passeggiata lunga e che l'indomani mattina, sabato, l'attende la "Conferenza sulla Stampa e l'Informazione radio-televisiva in Europa e nel Mediterraneo", motivo per il quale è venuta qui a Berlino.

 
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