"Io non credo affatto che i grandi vertici della partitocrazia riunita nella Commissione bicamerale possa produrre riforme e democrazia. Anzi la frenesia e la demagogia pseudo-riformatrici che costituiscono il nuovo conformismo di regime - così radicato - non potranno che ulteriormente aggravare il processo di partitocratizzazione che investe, oggi, anche verdi, leghe, rifondatori, oltre ai soliti partiti.
La decisione di assorbire all'interno della Commissione anche i temi non costituzionali delle riforme elettorali ne è una conferma.
Ciò detto, mi accingevo a impegnarmi in una difficile battaglia anche interna alla Commissione, ma la notizia provocatoriamente partitocratica, proterva, di regime della esclusione da parte della "nuova DC" di Mariotto Segni non può essere passivamente e moralisticamente deplorata, come tutti gli altri pseudo-riformatori stanno facendo.
Indicherò al Presidente della Camera - per il nostro gruppo ed a mia sostituzione - quale membro della Commissione il nome di Mariotto Segni".