E' stata la prima assemblea radicale tenutasi nella piu' occidentale delle repubbliche ex-urss, una occasione di conoscenza reciproca in una repubblica dove fino a pochi mesi orsono gli iscritti erano poche unita'. Nel corso della assemblea, a cui hanno partecipato 40 persone, sono stati creati i primi presupposti organizzativi del P.R.. Il dissesto ecologico e la "conservazione della pace" gli argomenti maggiormente approfonditi.
All'inquinamento dovuto alla politica di industrializzazione "ad ogni costo" portata avanti dal regime comunista, si aggiunge il problema della centrale atomica di Chernobil, in Ucraina, a poche decine di chilometri dalla repubblica di Bielorussia. Al problema del disinquinamento ambientale si aggiunge quello di fermare il tentativo della industria nucleare occidentale, prioritariamente quella francese, di smantellamento delle attuali centrali con la sostituzione di centrali della ultima generazione, "quelle finalmente sicure". Dopi i costi del disastro, i costi di nuovi investimenti nel nucleare.
Particolarmente sentito, dopo decenni di russificazione, il problema del recupero della lingua e della identita' culturale bielorussa. Lo smembramento dell'impero ex-urss ha lasciato una geografia politica che deve fare i conti con una composizione etnica molto spesso composita.
I conflitti etnici in Caucaso e Moldavia sono solo la parte gia' drammaticamente emersa, di un piu' vasto ed esplosivo panorama. Come recuperare la propria identita nazionale, salvaguardando i diritti delle minoranze e con essi la convivenza civile.
Ai radicali, nonviolenti e federalisti, il compito di individuare e indicare soluzioni. Prima che sia troppo tardi. Anche in Bielorussia.