COMUNICATO STAMPA
L'approvazione da parte della Camera dei Deputati, col parere favorevole del Governo, di un ordine del giorno, sottoscritto da parlamentari di tutti i gruppi tranne il MSI, che impegna il Governo ad aprire, in sede nazionale e internazionale, la discussione su proibizionismo e antiproibizionismo, è un fatto positivo di eccezionale importanza.
C'è però il rischio, che qualcuno potrebbe già cominciare a coltivare come strategia, di trasferire in un futuro indeterminato e in una sede remota anche una responsabilità, che è tutta italiana, di trovare, oggi e nei prossimi mesi, non domani e fra dieci anni, quando sarà troppo tardi, la risposta politica democratica alla potenza e prepotenza della narcomafia.
Il CORA ha da tempo indicato le cose possibili da fare ora e qui, sulla base delle migliori e più efficaci esperienze internazionali. E' anche su questo terreno di concretezza e responsabilità che chiediamo ai ministri Martelli, Bompiani e Costa di misurarsi. E quindi sulle sette proposte che seguono, che possono essere adottate senza organizzare dibattiti planetari:
1) Occorre dare avvio alla sperimentazione, in un numero significativo di città, alla distribuzione controllata di eroina, e altre sostanze stupefacenti, secondo il modello in atto dal 1986 a Liverpool e, in forme analoghe, in altri 20 distretti sanitari della Gran Bretagna, e, dal prossimo autunno, in Svizzera;
2) Il metadone, come altri farmaci di sostituzione dalle caratteristiche analoghe, deve essere fornito da tutti i SERT, e prescritto dai medici di fiducia, nell'ambito di un programma sanitario che punti anche a separare la persona tossicodipendente dal mondo criminale;
3) Occorre sottrarre subito al mondo criminale il mercato delle droghe cosiddette leggere, la cui legalizzazione di fatto, sperimentata in Olanda ormai da anni, non ha provocato alcuna conseguenza negativa, se non per i narcotrafficanti, vista la diminuzione del consumo di hashish e marijuana; in ogni caso, e da subito, per i consumatori di cannabis, ivi compresi i coltivatori di piccole quantità non a scopo di lucro, non deve avvenire in nessun caso il passaggio dalla sanzione amministrativa a quella penale;
4) Va abolita la norma sulla dose media giornaliera, contenuta nelle legge Jervolino-Vassalli, già più volte revisionata ma non cancellata dalla Corte Costituzionale. Questa norma trasforma automaticamente un consumatore di sostanze stupefacenti in uno spacciatore, e ha contribuito in modo vergognoso al sovraffollamento delle carceri.
5) In tutte le città devono essere messe a disposizione degli utenti macchine per la distribuzione automatica delle siringhe sterili in cambio di quelle usate, in numero tale da garantire il funzionamento della rete e da evitare la concentrazione degli utenti in poche aree della città;
6) Nel carcere entra l'eroina, ma non le siringhe né i preservativi. Per quanto possa sembrare incredibile, non entrano neppure, nella maggioranza dei casi, i medici delle USL. Il rischio AIDS è di conseguenza altissimo. Oltre a garantire le convenzioni tra carceri e USL, occorre garantire la possibilità d'uso di siringhe e preservativi per i detenuti, tutelandone l'anonimato.
7) I detenuti malati di AIDS vanno scarcerati, e devono essere assicurate condizioni igienico-sanitarie adeguate per i sieropositivi. Occorre introdurre misure di legge che facilitino o impongano, nei casi più gravi, la scarcerazione dei detenuti sieropositivi in cattive condizioni di salute.