Per sapere, premesso che:
- il signor Stefano Belli, detenuto nel carcere di Regina Coeli a Roma, è morto il 6 giugno c.a., presso la cella n.6 del 3· piano chirurgia del Centro Clinico di Regina Coeli;
- risulta che il signor Belli, tossicodipendente e in crisi di astinenza, era entrato in carcere tre giorni prima, e non aveva ricevuto alcuna assistenza, se non quella prodigatagli dai suoi compagni di cella;
- nei giorni successivi era stato spostato inspiegabilmente in una cella singola e aveva dato segni di difficoltà respiratorie;
- le segnalazioni degli altri detenuti a tale proposito non erano state prese in alcuna considerazione; il 6 giugno, sentitosi male al termine di un colloquio con i familiari, il signor Belli aveva sollecitato una visita medica; questa gli era stata negata, essendo terminato l'orario previsto per le visite, e gli era stato anche negato il permesso di tornare nella cella insieme agli altri detenuti, da cui si aspettava qualche forma di assistenza;
- intorno alle ore 16.00 dello stesso giorno il signor Belli viene sottoposto a visita da parte del medico di guardia, ma non viene preso alcun provvedimento; alle ore 23.00 qualcuno si accorge che il signor Belli giace esanime all'interno della cella, ed un medico tenta un ormai tardivo massaggio cardiaco.
1) Se sono stati effettuati tutti gli accertamenti in merito allo stato psico-fisico del detenuto all'ingresso del carcere;
2) Se il ministro ritiene che l'accaduto rientri nella normalità dei rapporti tra amministrazione penitenziaria e cittadini detenuti oppure se intenda aprire una inchiesta per accertare eventuali responsabilità in relazione alla morte del signor Belli e punire i colpevoli.
Marco Taradash, Emma Bonino, Roberto Cicciomessere, Marco Pannella, Pio Rapagnà, Elio Vito