Per sapere - premesso
- che nell'anno scolastico 1992/93 dovrebbe essere avviato l'insegnamento generalizzato della lingua straniera anche nella scuola elementare;
- che aderendo al Mercato Unico del 1993 non solo i 12 Paesi comunitari ma anche i 6 Paesi dell'EFTA, oltre a Cecoslovacchia, Polonia ed Ungheria, si apre, subito, una vera e propria "emergenza comunicazione" tra gli europei che, per un utilizzo attivo e totale di tale mercato, dovrebbero conoscere quasi tre decine di lingue;
- che, privilegiando solo le lingue egemoni dei Paesi più forti, sono soltanto quattro, di norma, le lingue straniere insegnabili nelle scuole elementari e si discriminano di fatto tutte le altre lingue e culture, innanzittutto europee;
- che tale drastica scelta discriminatoria conduce ad una forzata "riduzione ad uno" che esalta ed egemonizza ancor più la lingua inglese e i popoli di lingua anglosassone, in realtà oggi già fin troppo facilitati nella comunicazione internazionale;
- che ogni lingua straniera etnica, portatrice di una cultura propria, posta in posizione preminente di lingua franca internazionale, finisce inevitabilmente con il distruggere le altre lingue e culture, come è già accaduto con il latino nell'antica Europa e più recentemente con le "lingue bianche" nelle Americhe ed in alcuni Paesi africani;
- che diventa quindi politicamente opportuno mettere in campo anche una possibilità di comunicazione internazionale "superpartes" e neutrale;
- che l'UNESCO, prendendo nota dei risultati conseguiti nel campo degli scambi intellettuali internazionali e della reciproca comprensione dei popoli mediante la Limgua Internazionale esperanto con la Risoluzione IV.1.4.422.4224 del 1954 e nel 1985 con la Risoluzione XI.4.4.218 ha invitato gli Stati membri - e quindi anche l'Italia - a promuovere l'introduzione della Lingua Internazionale esperanto nelle proprie scuole;
- che molteplici e concordi ricerche dimostrano come l'insegnamento biennale della Lingua Internazionale esperanto fin dalle elementari costituisce uno dei metodi più efficaci per facilitare il successivo apprendimento delle lingue straniere;
1) se si dispone di dati statistici sulle richieste di apprendimento negli ultimi 5 anni, per le scuole dei vari ordini e gradi, delle singole lingue straniere;
2) se sia stata valutata la possibilità di introdurre la Lingua Internazionale esperanto nelle scuole italiane ed in particolare di avvalersi, nelle scuole elementari, delle sue qualità glottodidattiche scientificamente provate dall'Istituto di cibernetica dell'Università tedesca di Paderborn;
3) se ritiene opportuno, a tal fine, attivare subito una Commissione di studio, un seminario internazionale e quant'altro necessario, per conoscere e promuovere le possibilità glottodidattiche e di comunicazione transnazionale offerte dalle lingue pianificate e dalla Lingua Internazionale esperanto in modo particolare.
Elio Vito
Marco Pannella
Emma Bonino
Roberto Cicciomessere
Pio Rapagnà
Marco Taradash