Questa mattina una delegazione di radicali composta dai deputati Marco Taradash ed Elio Vito, accompagnati da Emilio Vesce e Sergio D'Elia ha visitato il carcere di Pianosa, in particolare la diramazione Agrippa, già carcere speciale negli anni '70 ed ora ripristinata per "ospitare" i presunti mafiosi qui tradotti circa un mese fa.
Le condizioni di vita di molti detenuti non sono diverse da quelle che precedentemente avevano negli istituti in cui si trovavano, perchè già sottoposti a misure di massima sicurezza; infatti la maggior parte proviene dalle sezioni speciali dell'Ucciardone di Palermo, di Ascoli Piceno, di Spoleto, di Cuneo ed altri.
I detenuti non hanno lamentato particolari afflizioni per quanto riguarda il loro attuale soggiorno a Pianosa, quello che maggiormente li colpisce è la lontananza dalla famiglia; su questo la protesta è stata unanime, da Michele Greco a Pippo Calò, a Vernengo a Mirabella, a Gambino, a Prestifilippo. Il 50-60 % di questi detenuti è in attesa di giudizio, altri ancora sono in attesa della risposta del ricorso fatto al Tribunale della Libertà e altri sono stati arrestati da non più di un mese o due; per tutti questi la permanenza sull'isola comporta un'inevitabile e sostanziale diminuzione delle garanzie processuali e di difesa, vista la assoluta impossibilità di un rapporto costante con gli avvocati. Ad alcuni detenuti, fra l'altro, e non sono pochi, non è stato contestato il 416 bis o altri reati del famoso decreto antimafia, ma sono stati lo stesso mandati a Pianosa. Insomma, l'operazione ha più i criteri della spettacolarità detterrente, ma pur sempre spettacolarità, che il senso di un affondo portato dall
o Stato alla criminalità organizzata.
Ancora: arrivando a Pianosa l'unico segno ravvisabile dell'emergenza rimane quello vecchio, voluto dal generale Dalla Chiesa, il muro di cemento fatto costruire sulla spiaggia, fra le proteste degli ambientalisti. A Pianosa attualmente vi sono anche altri 100 dentenuti oltre ai 67 presunti mafiosi, detenuti comuni che lavorano nei campi e negli allevamenti e che sono la testimonianza di ciò che avrebbe potuto essere Pianosa in termini di carcere a custodia attenuata. Negli anni '80, dal caso Enzo Tortora in poi, i deputati radicali hanno sempre chiesto la chiusura di Pianosa come carcere speciale, perchè l'isola doveva diventare una colonia di lavoro. La delegazione radicale ha visitato inoltre la base del contingente di polizia e dei carabinieri, circa 100 uomini accampati sulla spiaggia con roulottes della protezione civile. Sono evidenti anche i disagi che gli uomini di polizia, dei carabinieri, della polizia penitenziaria e del parsonale civile pagano al simbolismo dell'emergenza.
La delegazione radicale, al termine della visita ispettiva, mantiene gravi perplessità su una operazione così spettacolare che appare però priva di una reale efficacia nella lotta contro la mafia.