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Agora' Agora - 27 agosto 1992
PIANOSA: INTERROGAZIONE A RISPOSTA URGENTE

I sottoscritti interrogano il Ministro di Grazia e Giustizia per sapere:

a) se gli risultino gravissimi comportamenti repressivi illegittimi e sistematiche violenze che rasentano in alcuni casi il carattere di tortura specie nel carcere speciale di Pianosa;

b) se non gli risulti, essendo i fatti incontestabili, la cavia cui debba farsi risalire tale disinformazione e mancanza di professionalità e di rispetto delle leggi generali dell'ordinamento e quelle specifiche;

c) se ritenga compatibili con l'ordinamento e anche con le leggi più o meno speciali che caratterizzano la politica criminale di questo Governo in tema di lotta alle mafie (tranne quella partitocratica) le misure chiaramente persecutorie, e di vendetta, ben più che cautelative, nei confronti dei detenuti, e a tutto danno di tutti gli operatori penitenziari e di forze dell'ordine, che rendono di fatto inaccessibile il diritto alla difesa da parte di imputati o imputandi non abbienti, e i loro rapporti con le famiglie;

d) se non ritenga scandaloso e intollerabile sul piano delle funzioni politiche, istituzionali e dirigenziali il fatto di non avere realizzato dopo decine di anni di speciali sovvenzioni e stanziamenti per l'edilizia carceraria strutture adeguate nelle varie zone "calde", rendendo di fatto più difficile anche a magistrati e forze di polizia giudiziaria l'assolvimento dei loro compiti;

e) se non ritenga di doversi ispirare, di fronte a casi come quello di Pianosa, all'esempio che fu dato dal Ministro degli Interni dell'epoca di fronte al caso dell'assassinio del giovane Marino (vicenda che s'iscrive a vergogna della giustizia italiana), in difesa e per affermare in tutti il senso dello Stato e non comportamenti borbonici, di pseudo-real politik;

f) se non ritenga in via generale e particolare che tali realtà, che contengono in se stesse quelle che vengono presentate o ritenute "degenerazioni", costituiscano un ulteriore contributo all'imbarbarimento civile, facilitando l'aberrante pseudo-legittimazione di vendette e rivalse mafiose, che accentuano la situazione di rischio dei magistrati, dei poliziotti, dei cittadini che a Palermo cercano di difendere con la legge e con la civiltà dei loro comportamenti la legge e lo Stato;

g) se gli risulti che, a Pianosa, in particolare:

- si imponga ai detenuti una attività "sportiva" o "fisica", in modo indiscriminato e crudele;

- siano abituali forme di violenza quali pugni, calci, manganellamenti, fino all'abuso nei confronti di due detenuti handicappati che sono stati visti recarsi senza stampelle, senza aiuto, strisciando per terra ai colloqui con familiari o difensori;

- non sia consentito il cambio delle scarpe, quasi tutte, stranamente, per chi non conosca l'attività "fisica" cui sono costretti per ore i detenuti, con le suole usurate;

- si consenta l'uso delle docce una volta ogni quindici giorni, per tre o quattro minuti, chiudendo l'erogazione dell'acqua in termini improvvisi e "lampo";

- sia riscontrabile la scomparsa di capsule di denti, in numero considerevole;

- sia stato denunciato che i pasti costituiscono un'altra occasione di violenza, con trentaquattro pezzi di pasta corta, una patata, un litro d'acqua per l'intera giornata, senza carne e senza pesce come invece previsto dai regolamenti;

- sia registrata una caduta di peso dei detenuti, in poche settimane, di dieci kg, e oltre;

- i detenuti siano costretti al silenzio, sia durante le ore di aria, che nelle stesse loro celle;

h) le forze dell'ordine siano costrette anch'esse a una vita e ad una opera indecorose, in caserme ultra affollate e in roulottes della Protezione Civile.

Marco Pannella

Emma Bonino

Roberto Cicciomessere

Marco Taradash

Elio Vito

Pio Rapagnà

 
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