Per sapere - premesso
- che la Conferenza Generale dell'UNESCO, prendendo nota dei risultati conseguiti nel campo degli scambi intellettuali internazionali e della reciproca comprensione dei popoli mediante la Lingua Internazionale esperanto, con la Risoluzione XI.4.4.218 dell'8 novembre 1985 ha invitato gli Stati membri - e quindi anche l'Italia - a promuovere l'introduzione della Lingua Internazionale esperanto nelle proprie scuole;
- che aderendo al Mercato Unico del 1993 non solo i 12 Paesi comunitari ma anche i 6 Paesi dell'EFTA, oltre a Cecoslovacchia, Polonia e Ungheria, si apre subito, una vera e propria "emergenza comunicazione" tra gli europei che, per un utilizzo attivo e totale di tale mercato, dovrebbero conoscere quasi tre decine di lingue;
- che ogni lingua straniera etnica, portatrice di una cultura propria, posta in posizione preminente di lingua franca internazionale, finisce inevitabilmente con il distruggere le altre lingue e culture, come è già accaduto con il latino nell'antica Europa e più recentemente con le "lingue bianche" nelle Americhe ed in alcuni Paesi africani;
- che non portando nel campo del diritto e quindi a giusta soluzione il problema della comunicazione e di una cultura internazionali, di fatto, si va incontro ad una forzata "riduzione ad uno" che esalta e rende ancor più egemoni la lingua inglese e i popoli di lingua anglosassone, oggi già fin troppo facilitati anche nella comunicazione internazionale;
- che non portando a equa soluzione il problema della comunicazione e di una cultura internazionali, di fatto, si favorisce il risorgere di vecchi e nuovi nazionalismi che, particolarmente in Europa, rischiano di essere nocivi alla pace internazionale e fatali al processo di unificazione europea;
- che diventa quindi politicamente opportuno mettere subito in campo anche una possibilità di comunicazione internazionale "super partes" e neutrale, garante delle singole identità linguistico-culturali come la Lingua Internazionale esperanto;
1) se, a distanza di sette anni, la Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco nel recepire la suddetta Risoluzione si sia mai attivata nel senso da essa indicato presso le sedi competenti;
2) se, in caso negativo, ritiene opportuno farlo ora e in che modo;
3) se ritiene opportuno che l'Italia si faccia promotrice presso l'Unesco del "diritto alla lingua e alla Lingua Internazionale", e quindi, di una Convenzione tra gli Stati membri di quella Organizzazione che attraverso, anche, l'adozione a vario titolo della Lingua Internazionale esperanto contribuisca sensibilmente ai compiti dell'Unesco (il "mantenimento della pace e della sicurezza, favorendo la collaborazione tra le nazioni, al fine di assicurare il rispetto universale della giustizia, della legge, dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali che la Carta delle Nazioni Unite riconosce a tutti, senza distinzione di razza, di sesso, di lingua...").
Elio Vito
Marco Pannella
Emma Bonino
Roberto Cicciomessere
Pio Rapagnà
Marco Taradash