COMUNICATO STAMPA
Paolo Pietrosanti, Consigliere federale del Partito radicale e tra gli artefici della campagna che salvò la vita di Paula Cooper, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione:
»Come si ricorderà, Paula Cooper aveva 15 anni quando a Gary, nello stato Usa dell'Indiana, commise un orrendo delitto per il quale venne in primo grado condannata a morte. Tra il 1988 e l'89, con la campagna per la vita dell'adolescente americana (due milioni di appelli dalla sola Italia), tenemmo desti per mesi l'attenzione e il dibattito sulla questione pena di morte. I sondaggi di opinione che in quel periodo vennero condotti si concludevano puntualmente con maggioranze di Italiani contrari alla sanzione capitale.
Lo ricordo in occasione della pubblicazione dell'ultimo sondaggio Doxa in materia, ripreso oggi da alcuni giornali, e condotto in un momento in cui il dibattito specifico sull'argomento è tutt'altro che "caldo".
Per questo credo si possa dire che gli esiti di questo sondaggio sono in definitiva confortanti. Ma vorrei aggiungere una cosa -pur non avendo per ora altri elementi di conoscenza che quanto riferito dai quotidiani.
I sondaggi sulla pena di morte sono tra i più difficili, e tra quelli i cui risultati più facilmente traggono in inganno. Basti guardare all'esempio Usa. I numerosi sondaggi che vengono lì condotti sono apparentemente univoci nei loro risultati: grandi maggioranze di Americani si dichiarano in favore del mantenimento della pena capitale, o della sua introduzione in quei pochi Stati in cui non è prevista. Ma quelle percentuali, per esempio, si abbassano sensibilmente se invece che »Lei è favorevole o contrario alla pena di morte? si chiede se l'intervistato sia favorevole alla pena di morte anche se l'ordinamento prevedesse l'ergastolo cosiddetto "senza parola", cioè la prigione a vita senza alcuna possibilità di ottenere permessi o riduzioni.
L'ergastolo senza parola è barbaro quanto la pena di morte, s'intende; ma questo esempio che viene da una società considerata forcaiola ci aiuta a capire come il favore per la pena capitale sia sovente meno diffuso di quanto si pensi o si voglia pensare, se si guarda alla "soluzione" pena capitale per quella che è, cioè una sanzione penale e una misura di politica criminale. Se ai cittadini di questo paese si chiedesse se ritengano più importante e utile, per rispondere alla esigenza di sicurezza, rendere certa l'irrogazione della pena o invece l'inasprimento delle sanzioni, molto probabilmente ci troveremmo di fronte risultati di segno diverso da quelli che possono trarsi da un sondaggio che riferisce essere il 52% gli Italiani favorevoli alla pena di morte.