Roma, 17 settembre 1992Premesso che:
- a partire dal 25 agosto, in soli quattro giorni, 140 detenuti provenienti da varie carceri, anche di massima sicurezza, sono stati trasferiti nel carcere dell'Asinara, a Fornelli, in una sezione che era chiusa dall'86;
- a seguito di una visita ispettiva effettuata il 3 settembre dai deputati Cicciomessere, Maiolo, Acciaro, sono state riscontrate gravi carenze dal punto di vista organizzativo, igienico, sanitario, alimentare;
- in particolare, i detenuti per la fretta sono stati sistemati e, al momento della visita, permanevano in celle comuni senza aver tenuto conto dei divieti d'incontro segnalati nei fascicoli; non avevano ancora potuto acquistare i generi di sopravvitto consentiti; non avevano potuto usufruire del modello 13, talchè un detenuto ha dovuto inoltrare un telegramma per comunicare col magistrato; non avevano potuto fare una doccia e ottenere il cambio biancheria se non dopo parecchi giorni;
- l'acqua che sgorga dai rubinetti è evidentemente sporca, di colore giallo-marroncino, essendo insufficiente peraltro - specie in periodo di calura - il litro e mezzo di acqua confezionata loro distribuita;
- i detenuti sono anche in quattro in una cella molto piccola con letti a castello e bagno alla turca; lamentano allergie e pruriti in tutto il corpo, assenza di controllo medico specialistico e difficoltà a continuare la terapia farmacologica a cui erano sottoposti nelle carceri di provenienza;
- lamentano un dimagrimento consistente a causa della scarsità e cattiva qualità del cibo e l'assenza del vitto in bianco per i malati;
- oltre alle restrizioni previste dall'art. 41 bis dell'ordinamento penitenziario, rispetto alle altre carceri, all'Asinara non è ancora concesso il televisore (perchè sul mercato non è stato possibile reperire quelli in bianco e nero), mentre i colloqui coi parenti avvengono attraverso vetri divisori per mezzo di citofoni;
- dei 140 detenuti all'Asinara, 120 sono in attesa di giudizio, 50 dei quali nello stato di "indagati" o appena rinviati a giudizio, mentre solo 20 sono i "definitivi";
- alcuni di questi ultimi hanno detto di essersi consegnati spontaneamente quando il loro processo è passato in giudicato; un detenuto ha detto di avere il processo pendente in Cassazione e fra un mese avrà comunque finito di scontare la pena; un detenuto ha riferito di essere indagato solo per porto abusivo d'arma; altri hanno detto di non essere nè imputati nè condannati per associazione mafiosa o sequestro di persona o traffico di droga, reati per i quali sono intervenute le restrizioni del decreto Martelli; altri ancora hanno detto di aver usufruito, prima del decreto, di molti permessi premio, e sono sempre rientrati in carcere; altri infine hanno considerato di essere lì per il nome che portano, uguale a quello di altri finiti in prima pagina;
- nel 1991, il parlamento ha approvato la legge n. 394-1991 sull'istituzione dei parchi nazionali, ivi compreso quello dell'Asinara;
- il Comune di Porto Torres ha preso impegni con le ditte appaltatrici per l'attuazione del progetto di parco naturale.
Per sapere:
- se corrisponda al vero quanto in premessa e cosa intenda fare, in particolare, per ovviare ai gravi problemi organizzativi, igienici, sanitari e alimentari sopra descritti;
- se non ritenga meramente vessatorie, inutili ai fini della sicurezza interna e della interruzione dei collegamenti dei detenuti con l'esterno, in generale, le restrizioni previste dall'art. 41 bis, in particolare, quelle in più che si attuano all'Asinara: l'assenza del televisore e i colloqui coi citofoni;
- se non ritenga sia giunto il momento di modificare le tabelle vittuarie, per molti versi superate, intollerabili per un regime penitenziario che non sia quello del "pane e acqua" o quello dell'Asinara, Pianosa e le altre carceri dove è applicato l'art. 41 bis e ai detenuti non è consentito di cucinare altro cibo in cella;
- quanti siano i detenuti della sezione di Fornelli in attesa di giudizio, quanti quelli nello stato di "indagati", quanti gli imputati o i condannati per reati che non siano 416 bis, sequestro di persona o associazione finalizzata al traffico di droga;
- se non ritenga che l'operazione "i mafiosi nelle isole" risponda solo ad una logica di rivalsa dopo la strage di Capaci e via D'Amelio, stia diffondendo nell'opinione pubblica un messaggio falsamente rassicurante, rischi di allentare l'attenzione sulle "zone calde" e di "coprire" pericolose impunità, inefficienze e incapacità nella attività di investigazione e repressione;
- se non ritenga, al fine di rendere più facile a magistrati e polizia giudiziaria l'assolvimento dei loro compiti, di una seria, efficace attività di intelligence, volta a ricostruire e smantellare le reti e i traffici criminali, che i mafiosi vadano tenuti proprio a Palermo e nelle altre loro zone di influenza;
- se non consideri sia altamente improbabile una collaborazione ottenuta per effetto di dure condizioni di prigionia e che le meramente afflittive vessazioni dell'art. 41 bis non provochino altro che irriducibilità, autolegittimazione;
- se non ritenga, oltre che per una credibilità dell'azione dello stato contro la criminalità, anche per dare pieno corso ai progetti già deliberati ed in parte avviati di parco nazionale e villaggio penitenziario a custodia attenuata, per la salvaguardia del territorio di pesca e la tutela di una attività economica fra le più importanti in quella zona, di dover chiudere le supercarceri sulle isole dell'Asinara e di Pianosa.
Roberto Cicciomessere
Tiziana Maiolo
Giancarlo Acciaro