NEL GIUGNO SCORSO LA POSIZIONE DELLA CHIESA ERA DIVERSA. UNA MISSIVA DELLA SANTA SEDE AL PARTITO RADICALE E L'EDITORIALE DE "LA CIVILTA' CATTOLICA". UNA NOTA DI SERGIO D'ELIA, COORDINATORE DI INIZIATIVE DEL P.R. CONTRO LA PENA DI MORTE.
Roma, 22 settembre '92 - Sul nuovo Catechismo, in particolare sul passo in cui "viene riconosciuto ai detentori dell'autorità pubblica il diritto e l'obbligo di punire con pene proporzionate, compresa la pena di morte", Sergio D'Elia, coordinatore di inziative del Partito radicale contro la pena di morte, ha diffuso la seguente nota.
"Il 6 giugno scorso, in risposta all'appello del Partito radicale rivolto al Pontefice in favore del condannato a morte Roger Coleman, la Santa Sede, nell'esprimere con una missiva »il proprio compiacimento nel constatare come da varie parti ci si impegni nel promuovere l'abolizione della pena capitale, per affermare sempre di più la sacralità della vita umana , allegava copia dell'Editoriale »Riflessioni sulla pena di morte apparso su »La Civiltà Cattolica del marzo 1981. »Il documento - affermava la Segreteria di Stato vaticana - riflette la posizione della Chiesa Cattolica sulla questione in parola . Nell'editoriale era scritto tra l'altro: »Con la pena di morte lo Stato va oltre il suo diritto. Infatti, ciò che nuoce alla società non è la persona del delinquente, ma la sua attività criminosa. La società, per proteggersi, ha quindi diritto ad impedire tale attività criminosa, ma non ha diritto sulla persona del delinquente; può, cioè, limitarne la libertà e in tal modo impedirgli di commettere altri cr
imini, ma non può distruggerne la persona. In altre parole, può condannarlo al carcere, anche perpetuo, ma non può ucciderlo... Non si può dire che Dio abbia concesso alla società il diritto di disporre della vita dei cittadini, sia pur delinquenti .
Questo ed altri passi dell'Editoriale dell'autorevole rivista cattolica - conclude nella nota Sergio D'Elia - esprimono una efficace, convincente posizione abolizionista sulla pena di morte, un punto di vista così "laico", forte di una concezione liberale del diritto e di alto senso dello Stato, che è un peccato siano stati sacrificati all'opportunismo e al moralismo nel nuovo Catechismo".
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