"Mi auguro - afferma in una dichiarazione Marco Taradash, deputato della Lista Pannella - che la marcia del 3 ottobre rappresenti, al di là dei diversi punti di vista su come curare l'infezione Rai, l'inizio di un programma terapeutico efficace.
L'Iri, ora trasformata in società per azioni, formalmente proprietaria dell' azienda pubblica radiotelevisiva, attraverso i suoi massimi esponenti - anche in Parlamento - ha sempre affermato che la nomina del Direttore Generale era affare dei partiti e segnatamente della Democrazia Cristiana con il pieno consenso del Partito Socialista e di quello Comunista. D'altro canto, come è a tutti noto, il Consiglio d'Amministrazione dell'Ente è una diretta emanazione delle forze politiche - con gravi discriminazioni - ed è da tempo immemorabile in regime di prorogatio. Le aziende romane toccate da Tangentopoli sono state commissariate: non vedo perchè ci sia bisogno di un contributo al sovraffollamento delle carceri per fare scattare una analoga misura per la Rai dala momento che tutte le leggi che la regolano sono sistematicamente violate.
Il commissario potrebbe procedere alla cessione, o meglio alla chiusura, di una delle reti del cosiddetto servizio pubblico (ad esempio Rai1). Nel contempo si dovrebbe procedere alla chiusura di una delle reti del gruppo Fininvest. Chiusura e non cessione perchè a) non c'è bisogno di un terzo polo industrial-finanziario partitocratico nel campo della grande emittenza radiotelevisiva; b) con la chiusura di due grandi reti nazionali si libererebbero importanti risorse pubblicitarie sia a vantaggio delle emittenti locali sia della carta stampata che da tempo (salvo i ridotti contributi clientelar-statali) attraversa una fase di crisi.
Quel che è chiarissimo è che la piaga sta andando in putrescenza e senza bisturi si rischia l'impazzimento del sistema. Bene ha fatto il Movimento dei Club Marco Pannella ad organizzare questa grande occasione di incontro primo passo verso la demolizione di un grande palazzo della disinformazione."