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Agora' Agora - 27 settembre 1992
CARCERI SPECIALI: VISITA AL SUPERCARCERE DI ASCOLI PICENO DEL CONSIGLIERE REGIONALE GIANLUIGI MAZZUFFERI E DI SERGIO D'ELIA DEL PARTITO RDAICALE. "NON SI CAPISCONO I CRITERI DI ASSEGNAZIONE ALLE CARCERI SPECIALI. ILLEGALE LA PRESENZA DI DETENUTI CHE NON HANNO REATI DI MAFIA. PRESENTI DETENUTI LA CUI PERICOLOSITA' E' DA TEMPO VENUTA MENO".

Ascoli Piceno, 25 settembre '92 - Il consigliere regionale delle Marche, Gianluigi Mazzufferi, del gruppo Arcobaleno e Sergio D'Elia, responsabile del settore giustizia-carceri del Partito Radicale, hanno visitato la sezione speciale del carcere di Marino del Tronto (Ascoli Piceno). Assieme a Piromalli, Mammoliti, Modeo, Libri, vi sono altri 35 detenuti (altri 14 momentaneamente trasferiti per motivi di giustizia), distribuiti su due piani: su uno i pugliesi, presunti appartenenti alla Sacra Corona Unita, sull'altro i calabresi, presunti affiliati alla 'Ndrangheta. I detenuti non hanno denunciato maltrattamenti. Lamentano le durissime condizioni di detenzione derivanti dalle restrizioni previste dall'art. 41 bis dell'ordinamento carcerario, messo in atto nel luglio scorso dopo la strage di via D'Amelio. Ai detenuti è concesso un solo colloquio al mese, nessuna telefonata, censura sulla corrispondenza, nessuna possibilità di scrivere ad altri detenuti anche se stretti congiunti, due ore d'aria, vitto solo del

l'amministrazione, proibito il fornello per farsi il caffè.

Alcune assegnazioni allo speciale sembrano fatte nell'illegalità: ad Ascoli vi sono detenuti che non sono imputati nè condannati per nessuno dei reati per i quali è stato attivato l'art. 41 bis (associazione mafiosa, sequestro di persona, associazione finalizzata al traffico di droga). Ve ne sono altri che non sono stati ancora rinviati a giudizio. Altri ancora, condannati in via definitiva, che hanno usufruito per anni di permessi premio e sono rientrati regolarmente in carcere. Altri, infine, che si sono consegnati spontaneamente alle autorità quando il processo è passato in giudicato.

"Nella fretta di dare una risposta, comunque fosse, alle stragi mafiose - hanno dichiarato Mazzufferi e D'Elia -, il ministero di grazia e giustizia non è andato molto per il sottile. Sono state riaperte in fretta e furia le supercarceri dove sono stati trasferiti a casaccio detenuti senza tener conto del loro rilievo giuridico, del grado di pericolosità, del momento processuale. I criteri sembrano essere quelli geografici del luogo di nascita o dello scalpore che in passato hanno fatto alcuni nomi. Un'operazione cosiddetta anti-mafia ad uso e consumo dell'opinione pubblica".

 
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