Tutti gli uomini del re, tutta la partitocrazia riunita, verdi, missini, rifondazione comunista, inclusi per abbondare, non raggiungono nemmeno il sessanta per cento dei suffragi. La DC è votata da una persona (e mezzo) ogni dieci. Psi, Lega alpina, Rifondazione comunista hanno pari forza. I verdi, i sagaci autori politici di queste elezioni, malgrado l'assenza di lista pannella e referendari, perdono il 25% dei loro elettori, hanno la forza della Rete, o poco meno, dei pensionati, o poco più.
Ma tutti loro signori, proprio tutti, non vogliono la riforma democratica di questo sistema politico, non vogliono l'uninominale secca. Il sex appeal dell'Internazionale Socialista non sembra travolgente; regge solamente il PDS.
Il quadripartito e coloro che cavalcano la rivolta di piazza, gli uni e gli altri, perdono: un po' più ovviamente chi sta al governo, un po' meno chi sta per ora all'opposizione.
Bancarottieri di centro, di sinistra, di destra hanno pagato il loro conto.
Preferisco la XIII Circoscrizione di Roma, quella politica, a questa. E l'uninominale, scusate se insisto.