COMUNICATO DEL COORDINAMENTO RADICALE ANTIPROIBIZIONISTARoma, 28 settembre - Oggi la questura di Venezia ha ingiustamente ordinato l'arresto dei responsabili dell'Associazione per la Tutela del Tossicodipendente (A.T.T.) di Treviso, l'ingegner Sergio Hublitz e il dottor Giovanni Biadene, rei di operare per la cura e la riabilitazione dei tossicodipendenti, al di fuori delle strutture pubbliche, utilizzando il Temgesic, un farmaco altamente efficace nelle terapie di mantenimento e di disintossicazione da eroina. L'operazione ha portato anche al sequestro di circa 200 scatole del farmaco, regolarmente acquistate e registrate.
Si tratta dell'ennesimo episodio della sofferta vicenda giudiziaria di Hublitz e Biadene. Un arresto avvenuto per esclusiva iniziativa della polizia, contro il parere dello stesso pubblico ministero e nonostante varie indagini cliniche, poi utilizzate in altri processi, abbiano dimostrato i notevoli, positivi, risultati ottenuti dall'A.T.T. nella cura dei tossicodipendenti.
Ora, presso l'associazione, 15 ragazzi residenti e circa 250 ragazzi in terapia esterna restano senza terapia di mantenimento e corrono il grave rischio di ricadute e di conseguenti morti per overdose.
Il CORA denuncia questo ennesimo atto repressivo nei confronti di operatori che hanno l'unica "colpa" di ottenere risultati reali e dimostrabili nella cura dei tossicodipendenti, nella loro riabilitazione e nella conseguente riduzione della criminalità legata alla condizione di clandestinità dei tossicodipendenti.
Il CORA esprime la sua solidarietà a Sergio Hublitz e a Giovanni Biadene e annuncia che studierà tutte le possibili azioni in merito alla loro vicenda a partire da un'interrogazione urgente che subito verrà presentata ai ministri competenti.