LE MINORANZE RUSSA (33%), UCRAINA, BIELORUSSA PRIVE DEL DIRITTO DI CITTADINANZA SONO FUORI DAL NUOVO PARLAMENTO. IL RADICALE IVAR RAIG ELETTO NELLE LISTE DEL PARTITO AGRARIO. DICHIARAZIONE DELL'EX DEPUTATO ALEXEI ZYBIN.Tallinn, 28 settembre. Solo il 67% degli aventi diritto ha partecipato al voto, praticamente hanno votato solo poco più di 400.000 persone su di una popolazione di circa 1 milione e mezzo che vivono in Estonia.
Dei 101 deputati eletti, 31 appartengono al blocco nazionale conservatore "Fatherland", 22 al Gruppo "Secure house" (Partito agrario), 19 sono del Fronte Popolare di Arnold Ruutel, 11 del Partito per l'Indipendenza nazionale, 9 ai Social-democratici, 2 a monarchici (Indipendent Royalist) e 1 al Partito comunista.
Probabile sarà un Governo di Centro-destra formato da "Fatherland" e "Secure House" ma è da vedere che Presidente sarà eletto dal Parlamento. Nessuno dei candidati per le presidenziali ha raggiunto il 50% : Arnold Ruutel il 43%, Lennart Mery il 29%, Rain Taagepera il 24%. Così, come prevede la legge elettorale estone dovrà decidere il Parlamento.
Sembra favorito Lennart candidato di "Fatherland" che ha la maggioranza relativa ribaltando il pronostico che dava Ruutel senza avversari. Strano ma vero: se il Parlamento non deciderà a maggioranza per uno dei due, sarà proclamato Presidente il più vecchio dei 2 (Lennart)!
Degli 11 deputati iscritti al PR del vecchio Parlamento il solo Ivar Raig (estone) c'è l'ha fatta. La quasi totatalità degli altri non ha potuto partecipare alle elezioni in quanto russofoni e quindi senza diritto alla cittadinanza.
Alexei Zybin (ex deputato della minoranza russa) iscritto al PR ha dichiarato: "L'esclusione della minoranza russa dalle elezioni è un fatto gravissimo, assolutamente antidemocratico.
Ci appelleremo all'Europa, alle Organizzazioni Internazionali perchè l'Estonia non sia accettata nei consessi Internazionali, al Parlamento europeo affinchè voti una mozione di censura e affinchè leggi di questo tipo, di triste totalitaria memoria, vengano cancellate. Come si fa a chiamare democrazia tutto questo!"