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Cupane Francesco - 29 settembre 1992
TURKMENISTAN - CONTINUA LA DITTATURA: VIOLATI I DIRITTI UMANI.
UN SOLO PARTITO:EX-COMUNISTA ORA DEMOCRATICO. MINACCIATO E PERSEGUITATO ANDREI ROSCIN MENTRE SI TROVAVA AD ASHKHABAD.

Ashkhabad, 29 settembre. Un paese dove il comunismo reale non è ancora crollato. Il Presidente Saparmurad Nijazov è stato eletto essendo il solo candidato, e già era segretario del Partito comunista. L'unico partito permesso è il Partito ex-comunista diventato dalla sera alla mattina Partito democratico. Non sono permessi giornali non governativi, l'unica voce dell'opposizione "Dayanch" viene stampato a Mosca e introdotto di contrabbando in Turkmenistan. Solo 2 deputati sono indipendenti il resto appartiene al Partito democratico che è anche l'unico autorizzato. Democrazia al 98%, come qualche anno fa in Bulgaria.

Il leader della perseguitata opposizione davvero democratica è Salamatov Muhammed Murad editore di "Dayanch" e diffusore della prima Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo in lingua turkmena al quale è stato di fatto impedito di incontrarsi con il militante radicale di Mosca Andrei Roscin recatosi in Turkmenistan per un giro di riunioni con iscritti e simpatizzanti. A Roscin venivano controllate e interrotte le telefonate, boicottate le chiamate a Mosca, veniva pedinato in maniera esageratamente evidente al fine di fargli il vuoto attorno. Al Partito non è stato permesso di tenere una riunione pubbblica e alla fine Roscin stesso è stato minacciato pesantemente al fine di fargli lasciare il paese.

Andrei Roscin ha passato ad Ashkhbad solo 3 degli 8 giorni previsti. Ha incontrato gli unici 2 deputati non del Partito Unico Birkuli Tanrikuljev e Gildi Igridov. Si è tenuta una riunione degli iscritti, di fatto semiclandestina, e 8 nuovi

amici si sono iscritti al PR. Ad oggi sono 32 gli iscritti in

Turkmenistan, dove forse essere radicali è un atto di coraggio e di sfida alla dittatura.

 
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