"La retata abruzzese ha un sapore napoletano; tortoriano, per intenderci. O da teorema alla 7 aprile, calogeriano. Gli sciacalli naturalmente, come allora, si buttano sulla preda: la giustizia; come tutti i giustizieri amano divorarla.
Ora, in Abruzzo, i magistrati che intendono lavorare alla "Di Pietro" sono in difficoltà. Ad essi va in questo momento il mio incoraggiamento, la mia fiducia. Non agli insabbiatori di sempre, criminalmente sempre operanti; non agli sceriffi da saloon, che esibiscono la toga, per meglio usare il mitra o la colt della giustizia sommaria".