DOPO LE DICHIARAZIONI ALLA CAMERA DEI MINISTRI REVIGLIO E BARUCCI.
"Le dichiarazioni alla Camera dei ministri Barucci e Reviglio costituiscono di per loro un fatto nuovo, una prima implicita ma sensibile rottura di continuità con la politica bancarottiera, strutturalmente e culturalmente fallimentare, prevalsa dai Parlamenti, dalle piazze e da tutti, senza eccezione, i Governi della Repubblica partitocratica, fondata sul peculato, sulla corruzione, sulla concussione, in una parola sul corporativismo antiliberale e anti-stato di diritto.
Certo che non basta! Ma chi ha dovuto vivere quasi come straniero o come traditore in patria, per decenni, votato all'ostracismo perchè con la sua vita politica testimoniava, con grandi masse di cittadini, ancorchè sempre più spesso minoritarie, a favore della possibilità di una politica diversa, della forza e della ricchezza possibile della povertà, chi fonda sulla tolleranza ogni possibile contratto e lotta sociali, anche a rischio di ennesimi linciaggi, ha il dovere e la convenienza civile di sottolinearlo.
In questo quadro, abbiamo e svolgeremo critiche molto serie, proposte e richieste parlamentari di modifiche e di emendamenti opportuni e forse assolutamente necessari. Auguriamoci che il Governo e la maggioranza, abbiano la tolleranza, la capacità tecnica per una innovazione davvero rivoluzionaria: ascoltare - e non dopo anni rammaricarsi di non averlo fatto - il nostro contributo."