RISPOSTA ALLA INTERVISTA DI MATTIOLI ALL'"UNITA'", VERO EPITAFIO DEL PARTITO VERDE: VEDREMO CHI SAPRA' CONDURRE GRANDI BATTAGLIE ECOLOGISTE.
"L'intervista all'"Unità" di Gianni Mattioli, se non smentita, è un epitaffio per l'unità laica e verde delle forze ambientaliste, ecologiste, verdi in Italia. Quando un leader politico dichiara: "Io sono quello che con Scalia ha liberato questo paese dalle radiazioni ", senza tema del ridicolo; o afferma che Rutelli "non è riuscito a far entrare l'ambientalismo nella sua casa d'origine" quella radicale; che a Mantova le cose sono andate benissimo, perchè si è avuto il 2,4%, quando pochi mesi prima si era al 3%, più l'1,5% di referendari e lista pannella; o, infine, crocefigge l'ottimo Rutelli, così bravo, invece: "perchè è della scuola di Pannella: per una frittatina imbandisce un banchetto", ha certo il pregio, magari involontario ed inconsapevole, della chiarezza.
Il Partito Verde, che tutti insieme stanno costituendo, pur nelle risse e nella ininterrotta serie di sconfitte dai referendum sulla caccia e quello in Friuli-Venezia Giulia, dalle amministrative e dalle politiche, dalla vita interna e dalla immagine esterna, proprio nel momento in cui in Italia oltre il 55% dell'elettorato ha mutato voto, cercato punti di riferimento nuovi, puliti, efficaci, è dominato dal riflesso di autoconservazione, e lo mostra occupandosi (senza alcuna necessità e legittimità politica di riforme elettorali e costituzionali), di ostacolare la riforma anglosassone, bi o tri-partitica, del sistema e del regime partitocratici, a favore di quel bi-polarismo di coalizioni che ha come obiettivo quello di mantenere ad ogni costo (e semmai aumentare) l'attuale tipo di partiti.
A Gianni Mattioli, con amicizia, dò un appuntamento politico: poichè del passato mi sembra che ha solamente una nozione narcisistico-autobiografica, vedremo chi, nel futuro prossimo e più lontano, saprà condurre altrove che nella sconfitta e nella settaria marginalità, le grandi battaglie ecologiste e ambientaliste.