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Cupane Francesco - 9 ottobre 1992
IL PRETORE DI MILANO HA DATO UN VALIDO CONTRIBUTO PERCHE' PREVALGANO I CRITERI DI RIDUZIONE DEL RISCHIO E DEL DANNO NELLE POLITICHE SANITARIE SULLE TOSSICODIPENDENZE.
DICHIARAZIONE DI MARCO TARADASH, SEGRETARIO DEL COORDINAMENTO RADICALE ANTIPROIBIZIONISTA.

La battaglia del CORA perché, di fronte al dilagare dell'Aids, prevalgano i criteri europei della "riduzione del rischio e del danno" nelle politiche sanitarie sulle tossicodipendenze, ha ricevuto un valido contributo dal decreto del pretore di Milano.

Il provvedimento d'urgenza con cui il pretore ordina la ripresa del trattamento metadonico ad una paziente sieropositiva, apre per tutti i cittadini tossicodipendenti la via della difesa anche giudiziaria del proprio diritto alla salute di fronte a quegli operatori dei Sert che in tutta Italia, negando il metadone, favoriscono di fatto l'incremento dei casi di overdose e la diffusione dell'Aids tra la popolazione in generale.

L'"esigenza della tutela del superiore diritto alla salute" sancito dalla Costituzione e richiamato dal pretore di Milano, è reso incerto dalla legislazione proibizionista e dai decreti del ministro della Sanità che impediscono ai medici di base la cura della tossicodipendenza: molti medici rischiano la prigione per aver prescritto farmaci sostitutivi dell'eroina in obbedienza alla loro coscienza professionale. Occorre che altri medici di base facciano altrettanto, e che assieme agli Ordini dei medici sostengano le iniziative dell'intergruppo antiproibizionista in Parlamento per la revisione della legislazione vigente.

 
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