Il seguente comunicato è stato letto al notiziario della radio croata, alle 17 di ieri, ed alle 22,30 alla TV.SLOBODNA DALMACIJA: IL GIOCO VALE LA CANDELA ?
Zagabria 09.10.92 - Come partito transnazionale che si è battuto in decine di sedi europee, dal Parlamento di Strasburgo fino a quello di Mosca, affinché la Croazia, la nuova democrazia croata, fosse riconosciuta, siamo molto preoccupati. Da alcuni mesi vari e inquietanti segnali indicano a noi e al mondo, quanto mai giudice in questo momento, che la giovane democrazia croata non decolla, non cresce e si attarda in procedure e provvedimenti che ricordano un po' troppo il vecchio regime.
Comprendiamo naturalmente le difficoltà e la lentezza del passaggio di un sistema a partito unico verso un sistema multipartitico, del passaggio dalla proprietà sociale alla proprietà privata, di un passaggio che avviene in tempi durissimi, con una guerra non ancora cessata e con un terzo di territorio sempre occupato.
Ma riteniamo altresì che il segno di una democrazia sana sia sempre, ovunque il grado di indipendenza dei mas-media.
Com'è noto oggi in Croazia non solo questa soglia è bassa ma è vertiginosamente in discesa. Già durante la campagna elettorale abbiamo osservato, con rammarico, una televisione di stato assolutamente addomesticata, notiziari del tutto parziali, presentazioni dei partiti in noiosi e interminabili monologhi, evitando accuratamente quei dibattiti e quei confronti che sono il sale della democrazia.
Contemporaneamente sono seguiti i provvedimenti contro "Danas", "Glas Slavonjie", "Novi List", le denunce ai giornalisti -scomodi- in nome di un patriottismo di comodo.
Oggi abbiamo il caso di Slobodna Dalmacija.
Con l'amministrazione imposta al giornale il partito attualmente al potere controllerà di fatto tutti i quotidiani, oltre alle radio ed alla TV.
Ma chiediamo ai sinceri democratici di HDZ, a quegli stessi che si sono battuti contro il regime monopartitico, giova davvero alla Croazia, alla sua dinamica democratica interna e alla sua immagine internazionale, giovano davvero queste scelte?
Il fastidio di sopportare critiche e l'autoglorificazione sono davvero un gioco che vale la candela?
La Tv di Belgrado si è subito impossessata della notizia e grida: "il regime ustascia abolisce la libertà di espressione" e, questa, ora rimbalza nei mas-media mondiali. Cui prodest?
Abbiamo sostenuto e continuiamo a sostenere lo stato di diritto croato, siamo perciò convinti che nell'indipendenza del suo giudizio la Corte Costituzionale saprà tutelare i diritti di Slobodna Dalmacija.
A quest' ultima esprimiamo tutta la nostra solidarietà in un momento buio della democrazia in questo paese.