Roma, 16 ottobre - Il direttore degli istituti di pena Nicolò Amato, nel corso di un'audizione alla commissione giustizia del Senato, ha denunciato le cifre impressionanti della diffusione dell'Aids nelle carceri: 125 detenuti malati, 600 in fase pre-Aids, 4000 sieropositivi accertati. E questo mentre la popolazione carceraria è in costante aumento e un terzo dei detenuti è tossicodipendente. Di fronte a una situazione sempre più drammatica, Amato è tornato a chiedere l'introduzione nelle carceri del test obbligatorio per accertare la presenza del virus Hiv.
Commentando la proposta Vanna Barenghi, vicesegretaria del CORA, già consigliera antiproibizionista alla Regione Lazio, ha dichiarato:
»Nicolò Amato ha ragione, quando denuncia quelle cifre. Ma, viene da chiedersi, in che mondo vive? Perché, invece di continuare a insistere su misure la cui efficacia è discutibile, non si preoccupa della prevenzione e non fa quanto di sua competenza per sbloccare l'inerzia dei politici e delle autorità carcerarie? Quando ero consigliera alla Regione Lazio ho fatto approvare una legge, sottoscritta anche dai rappresentanti di Dc, Psi, Pds, Psdi, Pri, Verdi, per la distribuzione nelle carceri di siringhe sterili e preservativi. Le legge ha avuto l'assenso del Coreco ed è stata finanziata per 300 milioni. Dunque, gli strumenti ci sono, i soldi pure, ma nessuno fa nulla. All'estero misure analoghe sono state prese da tempo. In Italia, invece, si preferisce far finta di non vedere. Così nelle carceri l'eroina circola liberamente e una siringa sterile arriva a costare anche 300mila lire. Tutte cose che Amato sa benissimo .