Roma, 23 ottobre - Il CORA esprime la propria soddisfazione per la decisone con cui la Cassazione ha dichiarato ammissibili tutti i referendum, in particolare per quello sulle parti più inique della legge Jervolino-Vassalli sulla droga, promosso insieme al Partito Radicale.
E' un risultato importante per la campagna per una nuova politica sulla droga che, in questi mesi, ha acquisito significative adesioni: dal vice-comandante generale dei Carabinieri Arnaldo Grilli al professor Umberto Veronesi, oncologo di fama internazionale; dai 140 parlamentari di tutti i gruppi (escluso l'Msi) che hanno aderito all'Intergruppo antiproibizionista, alle decine di illustri personalità della politica, della cultura, dell'economia, che in questi mesi hanno sottoscritto le proposte del CORA.
»Ci auguriamo - ha detto Vanna Barenghi, vice-segretaria del CORA - che, quando sarà il momento, tutti i cittadini si rechino a votare perché in carcere vadano, semmai, i grandi narcotrafficanti e non i tossicodipendenti. Nelle carceri l'eroina circola liberamente, le siringhe no. Così una siringa può arrivare a costare anche 200mila lire e, per ammortizzarne il costo, finisce per essere usata anche da 40 persone diverse con tutte le conseguenze immaginabili per la diffusione dell'Aids. Il carcere per i tossicodipendenti non serve. E' meglio prevenire che reprimere .
Ci attende ora lo scoglio rappresentato dalla Corte Costituzionale che in questi anni ha rappresentato il vero ostacolo politico - non giuridico - contro il diritto dei cittadini ad esprimersi sulle questioni più importanti. Per questo è necessario rilanciare la battaglia per la difesa dei referendum in tutte le sedi.