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Agora' Agora - 27 ottobre 1992
SUCCESSO AL PARLAMENTO EUROPEO DELL'INIZIATIVA CONTRO LA TENUTA DEL REFERENDUM SULLA PENA DI MORTE PREVISTO IL 3 NOVEMBRE PROSSIMO NELLO STATO AMERICANO DELLA COLUMBIA. LETTERA AL GOVERNATORE DELLA COLUMBIA DEL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO EGON KLEPSCH.

Su iniziativa di Adelaide Aglietta (autrice nel febbraio scorso della risoluzione del Parlamento Europeo sulla pena di morte) Marco Taradash e Virginio Bettini, si è sollevato il problema del referendum sulla reintroduzione della pena di morte nello stato americano della Columbia, in contemporanea con le elezioni presidenziali del 3 Novembre.

Visto il delais molto breve prima del 3 Novembre, Adelaide Aglietta è riuscita ad ottenere una lettera del Presidente del PE Klepsch al Governatore della Columbia : nella lettera si riprendono le considerazioni espresse nella proposta di risoluzione, ed in particolare la ferma condanna del PE alla pena di morte, alla contrarietà rispetto alla tenuta di referendum su questo tema .

Ecco il testo della risoluzione:

Proposta di risoluzione ai sensi dell'art 64 del Regolamento

presentata da Adelaide Aglietta, Marco Taradash, Virginio Bettini a nome del Gruppo Verde al Paralento Europeo.

Su" Referendum per reintrodurre la pena di morte nello stato della Columbia ( USA)"

Il Parlamento Europeo,

A- venuto a conoscenza che il Congresso degli Stati Uniti ha deliberato che, in concomitanza con le elezioni presidenziali del 3 novembre prossimo, si tenga nel Distretto di Columbia (una delle 15 giurisdizioni in cui la pena capitale è sospesa del 1972) un referendum sulla reintroduzione della pena di morte ;

B- visti gli artt. 3 e 4 della Dichiarazione universale dei Diritti dell'uomo,

C- Vista la Convenzione europea dei diritti dell'uomo e l'art. 1 del VI Protocollo aggiuntivo a detta Convenzione entrato in vigore nel 1985;

D- Visto l'art. 6 del Patto Internazionale dei diritti civili e politici e il II Protocollo aggiuntivo adottato nel 1989 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite;

E- Visto l'art. 4 della Convenzione americana sui diritti dell'uomo;

F- Ricorda la sua Risoluzione sulla pena di morte approvata il 12/3/92;

1- Chiede al Congresso degli Stati Uniti ed al Governatore della Columbia, di annullare il referendum suddetto;

2- Ritiene che nessuno Stato, e a maggior ragione nessuno Stato democratico, possa disporre della vita dei propri cittadini, o di altre persone che si trovino sul suo territorio, prevedendo nel proprio ordinamento la pena di morte come conseguenza di reati, anche se gravissimi;

3- Ritiene che la reintroduzione, come proposta nel distretto di Columbia, che ha innalzato a 14 le circostanze aggravanti che comportano la pena di morte per omicidio, è in evidente contrasto con la Convenzione Americana sui diritti umani che stabilisce di non estendere la pena capitale ai reati per i quali fino a quel momento non era prevista.

4-Ritiene che l'impegno a operare per l'abolizione della pena di morte ovunque essa sia prevista e praticata possa configurarsi come dovere legittimo;

5- Ritiene che uno Stato democratico non possa mai e in nessun caso sottoporre a referendum la decisione sul ripristino della pena di morte;

6- Ritiene che il referendum da celebrarsi in concomitanza con le elezioni presidenziali, offre a esse un lugubre e feroce strumento di demagogia.

7-Chiede al Consiglio ed ai ministri dell'esteri riuniti nella CPE, di trasmettere al Congresso degli Stati Uniti l'opposizione del Parlamento Europeo contro la decisione di sottoporre ad un giudizio referendario il diritto fondamentale della persona a non essere uccisa a seguito di una sentenza o misura giudiziaria, anche se emessa nel rispetto della legge.

8-Chiede al proprio Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, alla Cooperazione politica europea, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri , alla CSCE, al Segretario generale dell'O.N.U, al Congresso Americano ed al Governatore della Columbia.

 
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