"La domanda posta da Barbera a Occhetto è di fondamentale importanza. Si tratta di sapere se il Pds, dopo aver contribuito alla raccolta delle firme, è ora divenuto contrario all'esito del referendum: un sistema per 3/4 uninominale-maggioritario ad un turno e per 1/4 proporzionale. Si tratta di sapere, nel momento in cui occorre scegliere, se il PDS sta sulla linea di Segni e Martelli o su quella di De Mita e Craxi.
Per quanto riguarda la proposta avanzata dall'Associazione di Massimo Severo Giannini e Marcello Pera, e fatta propria da Martelli e Pannella, vogliamo sottolineare che si tratta di un'iniziativa volta proprio ad impedire che il processo riformatore si blocchi nuovamente per effetto delle iniziative dei difensori dallo status quo. A Napolitano vogliamo dire che ci muove la sua stessa preoccupazione.
Facciamo infatti uno scenario, purtroppo niente affatto irrealistico: se il 20 gennaio sera la Corte Costituzionale dovesse sciaguratamente bocciare di nuovo i referendum, se nel frattempo la Bicamerale approvasse un testo contrario ai contenuti dei referendum, se non fosse neppure consentito che nel referendum istituzionale i cittadini possano scegliere tra opzioni alternative, che cosa accadrebbe?
Sarebbe inevitabile che a fine gennaio-febbraio sul voto in seconda lettura sui poteri alla Bicamerale si polarizzerebbe un'opposizione fortissima. Sarebbe più che legittima e giustificata l'offensiva per impedire che la Bicamerale vari, non già il primo atto del nuovo sistema politico, ma l'ultimo del vecchio regime.
Per questo l'emendamento per consentire agli elettori di avere più opzioni nel referendum istituzionale è un'iniziativa di grande responsabilità e ragionevolezza.
Sul testo dell'emendamento siamo aperti ad ogni approfondimento. Per esempio si può senz'altro pensare che un milione di elettori possano proporre non un testo organico di revisione costituzionale ma uno schema di indirizzi alternativi, come avevano già proposto anche Barbera e Galeotti. Se fosse approvato tale schema di indirizzi, spetterebbe poi al Parlamento il compito di redigere il testo definitivo.
Ci auguriamo che la Commissione affari costituzionale voglia approfondire adeguatamente la questione e non assumere decisioni affrettate suscettibili di conseguenze così importanti."