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Agora' Agora - 28 ottobre 1992
INTERVISTA DI MICHEL ROCHER A FRANÇOIS FEJTÖ

Domanda: Il Congresso degli Stati Uniti ha deliberato che il 3 novembre prossimo, in concomitanza con le elezioni presidenziali, si terrà un referendum sulla reintroduzione della pena di morte nel Distretto di Columbia, ove ha sede la capitale federale Washington (una delle 15 giurisdizioni che non hanno ripristinato la pena di morte, dopo la sospensione del 1972).

Che cosa pensa del fatto che una democrazia avanzata come quella americana ricorra al referendum per ripristinare la pena di morte?

FEJTÖ: Penso innanzitutto che una democrazia non è mai abbastanza avanzata. Tutte le democrazie hanno le loro debolezze, le loro fragilità.

La democrazia americana che ha svolto un ruolo di pioniere, di avanguardia, nella democratizzazione del mondo, la democrazia americana si porta dietro comunque delle vestigia di intolleranza del Medioevo. Una di queste vestigia è proprio questa esigenza della pena di morte.

E' evidente che Lincoln ha avuto contro una gran parte dell'America, ma questo non gli ha impedito di lottare per l'integrità, per l'unità dell'America, per l'abolizione della schiavitù. E questo, nella prospettiva storica, è successo non molto tempo fà.

In America, le lotte tra le forze dei "Lumi" -diciamo- e le forze dell'oscurantismo, continuano.

Questi tentativi di mantenere o di ripristinare la pena di morte, fanno parte di questa tradizione oscurantista contro la quale i progressisti americani continuano a lottare.

D - Si può decidere a colpi di maggioranza su delle questioni che riguardano i diritti inalienabili dell'individuo?

FEJTÖ: Credo che ci siano due concezioni della democrazia.

Diciamo che c'è la concezione totalitaria della democrazia... Non dimentichiamo, per esempio, che Hitler è arrivato al potere democraticamente, che aveva una maggioranza.

C'è la concezione maggioritaria della democrazia che può condurre all'autoritarismo e anche al totalitarismo, e c'è la concezione della democrazia liberale, che colloca i valori di libertà e di dignità dei diritti umani al di sopra della democrazia, e cioè, al di sopra della decisione di una maggioranza.

Credo che l'alternativa essenziale sia questa: la democrazia dove la maggioranza impone delle decisioni che possono essere oscurantiste e reazionarie, oppure una democrazia dove certi consensi sono legati al fatto che la maggioranza non può imporre i suoi diktat ad una minoranza, soprattutto quando si tratta di valori superiori a quello della democrazia stessa.

Personalmente, considero che la libertà è un valore che è superiore alla democrazia, ed è per questo che c'è una tendenza, nelle democrazie, a correggere la democrazia elettorale e maggioritaria con delle istituzioni come, per esempio, i consigli costituzionali, che possono dichiarare incostituzionali le decisioni prese dalla maggioranza parlamentare, o dalla maggioranza del suffragio universale.

D - Si può rispondere alla ferocia dei delitti e alla loro crescita con una giustizia diversa da quella del "chi ha ucciso deve essere ucciso"?

FEJTÖ: Personalmente, penso che secondo il contesto storico, ci sono dei momenti in cui la barbarie e la violenza prendono dimensioni tali che, delle misure possano essere prese. In certi casi, per un certo tipo di crimini -per esempio, quando si tratta di assassinio di bambini, di persone anziane- la pena di morte può apparire giustificata.

A questo riguardo cito Giuseppe II·, il despota illuminato che ha abolito la pena di morte nella monarchia austriaca, che diceva che ci sono crimini troppo grandi per i quali la pena di morte è una punizione troppo leggera, troppo dolce. Giuseppe II· riteneva che la condanna ai lavori forzati a vita, fosse una punizione, un castigo più grave e più dissuasivo della pena di morte stessa, la quale in fin dei conti si svolge in pochi minuti, mentre quelli che sono condannati alla prigione a vita soffrono di più, nel caso in cui si voglia considerare la giustizia come un castigo per i crimini commessi da scontare attraverso la sofferenza.

Quale che sia la giustificazione all'abolizione o al mantenimento della pena di morte, che comunque è un retaggio dei secoli barbari, credo che la abolizione della pena di morte sia più dignitosa per il nostro secolo che vuole essere più democratico dei secoli precedenti, che erano più liberali.

Per quello che mi concerne, voto per la'bolizione della pena di morte, ovunque.

 
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