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Agora' Agora - 28 ottobre 1992
DROGA: IL TRAGICO SUICIDIO DI PRATO RIBADISCE LE RAGIONI DEL REFERENDUM. NEL FRATTEMPO IL MINISTRO DE LORENZO MODIFICHI SUBITO LE TABELLE DELLE "DOSI MEDIE GIORNALIERE" CHE SONO LA CAUSA DELLA TRASFORMAZIONE DI TANTI SEMPLICI CONSUMATORI DI DROGHE IN SPACCIATORI.
DICHIARAZIONE DI GIANCARLO ARNAO, RESPONSABILE DEL COMITATO SCIENTIFICO DEL COORDINAMENTO RADICALE ANTIPROIBIZIONISTA.

Roma, 28 ottobre - »L'episodio del suicidio di Bruno Bardazzi, condannato per il possesso di una piccolissima quantità di hashish, ribadisce le ragioni del referendum proposto dal CORA e dal Partito Radicale sulle parti più inique della legge Jervolino. Contrariamente a quanto da più parti si dice in questi giorni, il referendum punta, tra l'altro, all'abolizione del concetto di "dose media giornaliera".

Se la prossima primavera la gente ci darà ragione, finirà lo sconcio di assistere all'arresto per detenzione di droghe (per lo più leggere) in quantità che, a lume di buon senso, corrisponde all'uso personale ma che grazie alla "dose media giornaliera" sono equiparate allo spaccio. Se la gente ci darà ragione queste morti non ci saranno più, perché sarà il giudice a dover decidere, sulla base dei fatti, se si tratta di detenzione per il semplice consumo personale o a fini di spaccio.

I fatti di questi mesi confermano quanto da noi detto fin dal luglio 1990: il concetto di "dose media giornaliera" si è tradotto in un paradossale vantaggio per le droghe pesanti rispetto a quelle leggere. Ma di questi nostri ammonimenti nessuno si è curato. Tanto meno il ministro De Lorenzo il quale, pur avendo detto diverse volte che la "d.m.g." non serve a niente, ha posto ugualmente la sua firma sotto il decreto legge che le fissa. Vogliamo ricordargli che lui ha sempre la facoltà di modificare le tabelle delle "d.m.g.", in qualsiasi momento, con un semplice decreto legge. Se non lo fa si assume la responsabilità dei casi come quello di Bruno Bardazzi".

 
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