Il Congresso degli Stati Uniti ha deliberato che, in concomitanza con le elezioni presidenziali del 3 novembre prossimo, si tenga nel Distretto di Columbia, nel quale ha sede la Capitale federale Washington (una delle 15 giurisdizioni che non hanno ancora ripristinato la pena capitale dopo la sospensione del 1972), un referendum sulla reintroduzione della pena di morte in quel territorio.
Noi sottoscritti firmatari riteniamo
- Che mai e in nessun caso uno Stato, e a maggior ragione uno Stato democratico, possa disporre della vita dei propri cittadini, o di altre persone che si trovino sul suo territorio, prevedendo nel proprio ordinamento la pena di morte come conseguenza di reati, anche se gravissimi;
- Che gli Stati Uniti d'America, esempio di democrazia e di libertà per il mondo intero, debbano espellere dall'ordinamento giuridico federale - come dagli ordinamenti degli stati membri - la pena capitale, che costituisce una gravissima contraddizione e una lesione della stessa credibilità della democrazia americana;
- Che uno Stato democratico non possa mai e in nessun caso sottoporre a referendum la decisione sul ripristino della pena di morte.
Noi sottoscritti
Ci rivolgiamo con preoccupazione al Governo, al Congresso degli Stati Uniti e alle autorità del Distretto di Columbia, affinché comprendano che il referendum sulla pena di morte, in concomitanza con le elezioni presidenziali e in presenza di un'opinione pubblica sempre più allarmata dall'aumento di gravi delitti, lungi dal rappresentare un momento di democrazia diretta, è un lugubre e feroce strumento di demagogia
Ci rivolgiamo infine agli organi di informazione perché non restino indifferenti di fronte al rischio che la pena di morte si affermi come barbarie del nostro tempo proprio usando le strade e i riti della democrazia.
George Wald, USA, Premio Nobel per la Medicina
Elie Wiesel, USA, Premio Nobel per la Pace
Mairead Corrigan Maguire, Irlanda, Premio Nobel per la Pace
Abdus Salam, Pakistan, Premio Nobel per la Fisica
Alexandr Alexandrov, Russia, matematico, decano dell'Università di S.Pietroburgo
Enzo Bettiza, Italia, giornalista
Larissa Bogoraz, Russia, Comitato Helsinki
Elena Bonner Sacharova, Russia
Noam Chomsky, Usa
Ramsey Clark, Usa
Milan Djukic, Croazia, vice presidente del Parlamento
Pavel Dostal, Cecoslovacchia, presidente deputati socialdemocratici
Evgheni Evtuscenko, Russia, poeta
François Fejtö, Ungheria, storico
David Grossman, Israele, scrittore
Henri Laborit, Francia, scrittore
Adam Mestrovic, Croazia, presidente dei deputati HDZ
Lord Northampton, Inghilterra
Marco Pannella, Italia, leader del Partito Radicale
Fernando Savater, Spagna, scrittore, editorialista di "El Pais"
Coretta Scott King, Usa
Emil Scuka, Cecoslovacchia, segretario generale Unione Mondiale Rom
Zdravko Tomac, Croazia, già vice-premier
Mamuka Tsagareli, Georgia, vice-ministro
Arhady Vassberg, Russia, scrittore