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Agora' Agora - 2 novembre 1992
Interrogazione ai Ministri di grazia e giustizia e delle finanze

BONINO, PANNELLA, TARADASH, ELIO VITO, CICCIOMESSERE e RAPAGNA'

Per sapere - premesso che:

a seguito di denunzia penale proposta, per tramite di procuratore speciale, dalla signora Elsa Peretti, titolare del 49 per cento di azioni della API - Anonima Petroli Italiana spa - la Procura della Repubblica di Roma apriva il procedimento penale n. 3848/89c nei confronti del signor Brachetti Peretti Aldo, Presidente della API spa;

i fatti denunziati erano gravissimi e circostanziati, configurando nella gestione della società da parte del suo Presidente una frode fiscale di enormi proporzioni, con le conseguenti ed inevitabili falsità in bilancio, per decine e decine di miliardi nel corso degli anni. In particolare, si indicavano fatti e testimonianze relative alla contabilità parallela gestita dal Brachetti Peretti, d'altro canto desumibile dal tenore di vita assolutamente lussuoso da questi condotto, e che mai si poteva conciliare con lo stipendio annuo di circa 250 milioni, e la più che decennale improduttività - secondo i bilanci ufficiali - della società API;

il descritto procedimento penale 3848/89c veniva inizialmente assegnato al Sostituto Procuratore dottor Orazio Savia, ma poco dopo la delega veniva revocata, ed il procedimento assegnato al Sostituto Procuratore dottor De Siervo;

nel corso della istruttoria veniva effettuata solo la escussione testimoniale della denunziante, che peraltro confermava ed anzi ulteriormente precisava le gravi accuse formulate in denunzia; mentre non si procedeva nemmeno alla escussione di chi aveva pur dichiarato alla Guardia di Finanza di avere per anni con frequenza quasi mensile, assistito alla consegna al Brachetti Peretti, nel suo studio, di borse o involucri contenenti cospicue somme di denaro contante (circostanza questa a tal punto veritiera, che proprio su segnalazione di detta teste, il Brachetti Peretti fu, nei primi mesi del 1988, tratto in arresto perchè riceveva, all'aeroporto di Linate, una borsa contenente 450 milioni in contanti);

in data 22 marzo 1990, il Pubblico ministero dottor De Siervo chiedeva l'archiviazione del procedimento, ed in data 14 luglio 1990, il GIP dottoressa Augusta Iannini provvedeva in conformità (R.G. 11409/90 GIP):

1) se risulti con quali criteri, e per quali ragioni, la delega originariamente conferita al dottor Savia fu poi inopinatamente a questi revocata, con successiva assegnazione del procedimento al dottor De Siervo;

2) se risulti per quali ragioni il Pubblico ministero De Siervo non ritenne di escutere alcuno dei testimoni indicati dalla denunziante, sentiti solo dalla Guardia di Finanza a sommarie informazioni testimoniali;

3) se risulti per quali ragioni, tra le indagini di PG disposte dalla Procura della Repubblica di Roma, nessuna ha riguardato le favolose ricchezze personali del Brachetti Peretti e della sua consorte, a tal punto rilevanti da essere raccontate in un recente libro sugli uomini più ricchi d'Italia, e comunque sottolineate nella denunzia quale inequivoco elemento indiziante, atteso la ufficiale improduttività della società, ed il "modesto" stipendio del Presidente Brachetti;

se non ritengano i ministri interrogati che siffatte vicende giudiziarie danneggino oltremisura la credibilità delle istituzioni, e particolarmente nel campo della cosiddetta evasione fiscale, che costituisce, per unanime valutazione, una delle più gravi ed insanabili piaghe della nostra vita sociale.

 
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