Dichiarazione di Marco Taradash (Lista Pannella)
Punto primo: il valore informativo e civico del sondaggio dell'Espresso sull'antisemitismo è pari a quello delle trisettimanali inchieste sulle perversioni sessuali degli italiani, cioè zero. Se il loro fosse un reato e se venissero portati in tribunale, gli antisemiti stanati dalla Demoskopea verrebbero tutti assolti, perché vittime di una provocazione plateale: la loro infamia è in larga misura artificiale, stuzzicata da domande che postulano la differenza come disvalore e alimentano i peggiori luoghi comuni della pubblicistica antisemita.
Ciò non significa che la società italiana non sia attraversata - oggi come ieri ma oggi con minor pudore di ieri - da razzismi di varia natura. Il sondaggio ci avverte in ogni caso di non prestare troppo orecchio alle sirene della cosiddetta società civile: alla cattiva politica si deve contrapporre la buona politica, non le astratte purezze.
Punto secondo: ieri sera (con replica questa mattina) Maurizio Costanzo ha intervistato a lungo il direttore nazista di una rivista nazista, il quale ha delineato con ferrea coerenza logica l'orizzonte morale, politico e sociale del nuovo nazismo europeista. Francamente non riesco a comprendere il senso dell'intervista. Preciso: non è in questione il pieno diritto di quella persona di esprimere le sue idee, di pubblicare i suoi libri, di trovare i suoi lettori. E' in questione invece l'interesse, o meglio, l'attrazione, che la televisione e la stampa italiana cominciano ad avere per queste idee e queste persone. Noto soltanto che queste aperture equivoche verso ideologie omicide e indecenti vanno di pari passo con la censura verso le opposizioni democratiche e civili.