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Agora' Agora - 4 novembre 1992
USA - PENA DI MORTE: GRANDE SODDISFAZIONE PER L'ESITO DEL REFERENDUM NEL DISTRETTO DI COLUMBIA. DICHIARAZIONE DEL PRIMO SEGRETARIO DEL PARTITO RADICALE SERGIO STANZANI E DELLA PRESIDENTE EMMA BONINO.

COMUNICATO STAMPA

In merito all'esito della consultazione popolare svoltasi ieri nel Distretto di Columbia (USA) a proposito della reintroduzione della pena di morte, Sergio Stanzani, Primo Segretario del Partito Radicale, ed Emma Bonino, Presidente, hanno oggi dichiarato:

»Dalla giornata elettorale negli Stati Uniti traiamo tutti un elemento di grande soddisfazione: i cittadini del Distretto di Columbia, il territorio che ospita la capitale federale Washington, hanno respinto la proposta di reintrodurre la pena di morte in quella giurisdizione.

I contrari sono stati il doppio dei favorevoli.

E' un elemento di soddisfazione che tanto più è grande in quanto il Partito radicale aveva dato vita nei giorni scorsi ad una campagna internazionale che ha visto militanti del Pr dare vita a manifestazioni davanti alle ambasciate Usa in molte capitali non soltanto europee, nel corso delle quali è stato consegnato un appello lanciato dal Pr - firmato da personaggi quali Elena Bonner Sacharova, Coretta Scott King, Gore Vidal, Henri Laborit, François Fejto e molti altri - nonché le Mozioni depositate alla Camera e al Senato italiani e una lettera del Presidente del Parlamento Europeo Egon Klepsch, inviata alla Sindaco di Washington grazie all'impegno dei Parlamentari europei iscritti al Pr.

Ribadiamo in ogni modo che la nostra posizione in merito a quella consultazione popolare era e rimane contraria a che una questione quale la introduzione della pena di morte sia oggetto di referendum.

Questa è poi una buona occasione per invitare a riflettere sulla veridicità dell'assunto secondo cui i cittadini americani sono in grandissima parte favorevoli alla pena capitale. Certo, Washington è una città con precise caratteristiche, e non conosciamo che il risultato in percentuale del voto. Ma non c'è dubbio che l'esito di questa consultazione dimostra almeno una cosa: se invece che rispondere ad un sondaggio un cittadino americano deve decidere, la risposta non è così scontata.

 
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