SIMPEROPOL (CRIMEA) 7 Novembre 1992 -E' stato il primo incontro pubblico del partito radicale in Crimea. Oltre alla situazione generale delle iniziative radicali il dibattito si č incentrato sui principali problemi di questa regione: la costruzione di una vera democrazia, il rientro delle popolazioni tatare dalle repubbliche asiatiche dove furone deportate durante l'ultima guerra, la costruzione di un sistema di garanzie che consenta la convivenza pacifica in una regione dove oltre ai tre principali gruppi etnici, russi, ucraini e tatari, vivono anche minoranze greche, bulgare e turche.
Il rientro dei tatari, per ora ne sono tornati 20-30 mila dei 200.000 deportate nelle repubbliche asiatiche dell'ex-URSS sta provocando comprensibili problemi, non solo legati a fattori economici o di sistemazione, ma anche alla loro reintegrazione sociale in una regione che conta solo 2,5 milioni di abitanti. L'attuale dirigenza politica č, cosa non nuova nell'ex-URSS, ancora composta dalla vecchia burocrazia comunista e poco "propensa" al nuovo. Il 7 novembre, anniversario della Rivoluzione d'Ottobre, le bandiere esposte per ricordare l'avvenimento erano ancora quelle rosse della Ukraina comunista!!
In questo difficile contesto i radicali dovranno cercare di stimolare tutte quelle forze democratiche che attraverso il dialogo, cercano la possibilita' di costruire una societa' democratica e multietnica. Infatti, se per ora le tensioni sono rimaste nell'ambito delle regole "democratiche" della Crimea, l'esperienza di altre zone della ex-URSS, ci impone di non essere aprioristicamente ottimisti.
L'impegno quindi č quelle di rafforzare il partito radicale perche' possa contribuire a vincere questa ennesima, diffcile, scommessa.