Il fiele, le menzogne, l'inimicizia con cui l'Unità ed il PDS hanno accolto gli annunci riformatori e umanitari che abbiamo ieri dato, con il Presidente del Consiglio, costituiscono una prova di miseria politica e civile e di disprezzo per gli stessi lettori dell'Unità e per i militanti del PDS, che denunceremo con il massimo di determinazione.
Si tratta della goccia che fa debordare il vaso della sopportazione democratica e tollerante.
Gli annunci che abbiamo dato, gli obiettivi che abbiamo indicato con il Presidente del Consiglio, richiederanno infatti molta determinazione e capacità di realizzazione, niente affatto scontate, tanto più nel contesto politico del quale la reazione vetero-comunista è eloquante testimonianza.
Realizzare appieno glie obiettivi del Comitato Giannini, di una parte di quelli delle Regioni non significa "disinnescarli" -come è stato fatto per decine di casi nel passato-o tradirli (sempre con l'apporto ultradeterminante del PCI), ma renderli vincenti, convincenti.
Per la droga, sia il Presidente del Consiglio che noi, abbiamo chiaramente detto e sottolineato che NON si supererà probabilmente il referendum.
Abbiamo, in esordio di conferenza stampa, dichiarato il nostro dissenso (del tutto nuovo rispetto al passato, fino a De Michelis) dalla politica estera e da quella della sicurezza, da quella comunitaria e da quella nella ex-jugoslavia, indicando in questi punti centrali della politica del nostro paese l'obiettivo ambizioso e leale per una intesa di governo nuovo.
Ma rivendichiamo il diritto-dovere di dare atto al Governo di aver saputo e voluto, fin qui, far tesoro del nostro apporto di richieste e di suggerimenti, sui temi molto importanti e significativi.
Ora occorre operare perchè tempi e modalità siano rispettati e dal Governo e dal Parlamento e dalle forze politiche, malgrado la debolezza sgangherata della reazione pidiessina.
Altro che fiele e chiacchiere arroganti e frustrate.